Covid: si ritorna a scuola tra direttive, ordinanze e incertezza delle famiglie

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Lunedì mattina tutti a scuola. Forse. Perché tra direttive del ministero, ordinanze dei sindaci, sospensioni del Tar e la variante Omicron che imperversa anche in Sicilia, nonostante i dati sull’emergenza Covid ci raccontano di una leggerissima flessione dei positivi, le famiglie sono ancora un po’ spiazzate sul da farsi. Molte classi in Sicilia hanno studenti positivi al Covid.

“Domani a Palermo si ritorna a scuola in presenza, ma servono norme più chiare. In Sicilia le condizioni strutturali della sanità e delle aziende sanitarie non reggono all’impatto dell’aumento progressivo dei contagi”. Lo ha detto il sindaco Leoluca Orlando e presidente di Anci Sicilia, intervenuto a SkyTg24. “Insieme ad un centinaio di altri sindaci siciliani – ha proseguito – abbiamo adottato un’ordinanza, ex articolo 50, valida soltanto per tre giorni per chiedere dati certi che non ci venivano forniti. Quando sono stati forniti dopo le nostre ordinanze abbiamo scoperto che i comuni in zona arancione erano quasi 150. Come detto nei giorni scorsi non posso che prendere atto delle decisioni del Tar, così come hanno fatto tanti altri sindaci, ma continua forte più che mai la richiesta di richiamo alle responsabilità delle strutture sanitarie responsabili”.

Intanto, un gruppo di genitori ha impugnato davanti al Tar di Palermo la nuova ordinanza del sindaco di Agrigento che ha disposto la chiusura delle scuole per tutta la prossima settimana e la Dad, nonostante i giudici amministrativi avessero sospeso una sua misura precedente in tal senso. “Si ricorda che già il giudice amministrativo – scrivono i ricorrenti – ha sospeso la precedente ordinanza e che anche il Tar Catania ha ritenuto illegittima ogni decisione delle autorità locali anche in zona arancione”. “Si ribadisce – fanno sapere – che la normativa nazionale non consente alle autorità locali, né regionali né comunali, alcuna possibilità di intervento in materia di istruzione se non in zona Rossa e previo parere vincolante delle autorità sanitarie”. I ricorrenti sono assistiti dagli avvocati Fabrizio Dioguardi e Carlotta Calefato e chiedono la sospensione e l’annullamento dell’ordinanza ritenendo “illegittimo il provvedimento perché in contrasto con la norma nazionale prevalente”. I legali auspicano “che il ricorso sia utile – oltre che per far riaprire le scuole assicurando il corretto esercizio del diritto all’istruzione dei ragazzi – per soddisfare l’esigenza di chiarezza del contesto normativo che e’ stata, peraltro, sollecitata anche dall’Anci”.

Il Tar ha sospeso l’ordinanza del sindaco di Siracusa disponendo il ritorno a scuola in presenza, come già successo a Messina, Palermo e Agrigento. Lo ha reso noto tramite i suoi canali social il sindaco di Siracusa Francesco Italia. “Il ministero dell’Istruzione ha impugnato l’ordinanza del Comune di Siracusa, ritenendo non sufficienti il parere tecnico sulla situazione dei contagi in città fornito dall’Asp e l’ordinanza del presidente della Regione siciliana che consentivano ai sindaci di sospendere le attività didattiche in presenza nelle zone arancioni” scrive il sindaco Italia.

Il sindaco di Licata Giuseppe Galanti ha firmato l’ordinanza che tiene le scuole chiuse fino al prossimo 26 gennaio. Le lezioni negli istituti scolastici licatesi non sono mai riprese in realtà perché lo scorso 10 gennaio il sindaco, come gran parte dei suoi colleghi siciliani, aveva firmato il provvedimento di chiusura fino ad oggi Nel frattempo, però, venerdì scorso il presidente della Regione Nello Musumeci, a causa della situazione epidemiologica, ha messo Licata in zona arancione, con decorrenza da oggi e per 10 giorni. Quindi, già dal 10 gennaio scorso, in tutte le scuole di Licata, le lezioni sono riprese soltanto con la didattica a distanza. Secondo il bollettino dell’Asp di Agrigento, a Licata in questo momento ci sono 870 positivi; dall’inizio della pandemia ci sono stati 2.758 positivi e 29 morti