Covid: su adeguamento ospedale Petralia botta e risposta tra Cimo e Costa

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“L’ospedale di Petralia Sottana è completamente inadeguato ad accogliere pazienti in terapia intensiva. Non vorremmo contare morti per una scelta sciagurata”. Lo dice Angelo Collodoro, vice segretario regionale del Cimo, sindaco dei dirigenti medici.

“Nonostante i proclami da parte di dirigenti, in quel presidio sanitario, che lo scorso 15 novembre avrebbe dovuto già avere disponibili 50 posti letto Covid, manca tutto: arredi, letti, persino i gorgogliatori per l’ossigenoterapia, indispensabili per l’assistenza di malati Covid, in quanto si tratta di un umidificatore che si interpone tra la bombola dell’ossigeno  ed il  per evitare l’eccessivo essiccamento delle mucose delle vie respiratorie. Ad oggi sono introvabili in tutta Italia e forse anche all’estero – sottolinea Collodoro – Gli impianti di ossigenazione presenti in ospedale a Petralia Sottana, inoltre, possono erogare fino a un massimo di sei litri al minuto e quindi non possono sostenere il flusso importante di ossigeno che serve a un paziente affetto da coronavirus il quale ha bisogno, a seconda dello stato di salute, tra i 15 e i 40 litri minuto di ossigeno. Mancano i filtri di aerazione e pressione negativa, che servono a espellere l’aria carica di virus . Non penso che tutto questo possa essere realizzato in pochi giorni e non penso nemmeno che sia una spesa sostenibile”.

Ma Collodoro aggiunge che a Petralia Sottana “ci sono due rianimatori per pronto soccorso e sala operatoria e tre medici, di cui uno esonerato dai turni. Si vuol chiudere la sala operatoria per inventarsi una improbabile rianimazione con 4 posti letto. Non è, invece, chiaro perché non sia possibile trasformare l’ospedale Ingrassia di Palermo in Covid hospital, considerato che esistono già reparti adeguati di rianimazione con professionalità e strutture. Il paradosso è che i medici dell’Ingrassia dovrebbero essere trasferiti a Petralia a fare i tutor ai giovani neolaureati che non possono ovviamente essere lasciati da soli”.

A replicare a Collodoro è Renato Costa, commissario per l’emergenza Covid per Palermo e provincia. “Petralia Sottana ha un ospedale dove esistono dove esistono sale operatorie e medici anestesisti rianimatori con sale operatorie, inoltre si avvale del supporto di una elipista e, secondo le valutazioni già fatte dai tecnici, potrà avere fino 50 posti letto con una unità critica con 4 postazioni. Il presidio è stato valutato dall’ufficio tecnico dell’Asp, dal responsabile dell’ufficio prevenzione e sicurezza dell’Asp che hanno dato idoneità al ricovero di pazienti Covid. Ci fidiamo di chi questo lavoro lo fa per mestiere. Non voglio entrare in polemiche stucchevoli, non è il tempo né il modo, noi stiamo cercando di affrontare l’emergenza. Le valutazioni vanno fatte sulla scorta di fatti anche oggettivi, epurati da qualsiasi forma di acrimonia, con serenità seguendo principi di scienza e coscienza”.

Per quanto riguarda l’ospedale Ingrassia, Costa precisa che “c’è bisogno a Palermo di un pronto soccorso aperto a tutti, con un ospedale che ha una cardiologia ed una emodinamica di eccellenza ed altri importanti reparti che servono una grossa fetta di città, ma anche i comuni limitrofi a quella zona come per esempio Monreale”.  (Ansa)