Crocetta, vertice notturno con Guerini: “Quattro mesi per le riforme”

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“Quattro mesi per fare le riforme”: suonano come un ultimatum le parole di Lorenzo Guerini, vicesegretario nazionale del Pd giunto ieri a Palermo per partecipare al vertice con i big del partito in Sicilia.

Frasi che mettono il sigillo sulla posizione già espressa dal premier Matteo Renzi all’indomani del caso Tutino e dell’intercettazione che ha coinvolto il governatore Crocetta sconvolgendo gli equilibri politici siciliani. “O si governa o si va a casa” aveva detto il presidente del Consiglio.

La riunione dei tre organismi congiunti del partito (la segreteria regionale dem, il gruppo parlamentare all’Ars e la conferenza dei segretari provinciali) è andata avanti fin dopo la mezzanotte e a porte chiuse: a convocarla era stato il segretario Fausto Raciti per fare il punto sulla situazione politica in Sicilia, alla vigilia dell’Assemblea regionale di lunedì prossimo, quando il ‘parlamentino’ dem si riunirà con all’ordine del giorno il ‘caso Crocetta’ e l’elezione del nuovo Presidente.

Guerini ha ribadito la posizione del premier: a Crocetta si chiede un segnale preciso, ossia chiudere nel più breve tempo possibile la partita delle riforme e rilanciare l’azione di governo, proseguendo sulla via già intrapresa pochi giorni fa (quando il governatore aveva affidato a Baldo Gucciardi la delega alla Sanità dopo le dimissioni di Lucia Borsellino).

“Siamo chiamati a governare questa Regione e dobbiamo farlo con capacità, determinazione e con forza – ha detto Guerini – Come ha detto Renzi, se siamo in grado di farlo bene, altrimenti ne prenderemo atto. Sono qui soprattutto per confrontarci”. Un pacifico ultimatum, dunque, per Crocetta. Che ora ha quattro mesi di tempo, dunque entro fine anno, per portare a casa il “risultato”.