Crocetta: “Se non sarò il candidato la crisi di governo è inevitabile, non temo la corsa solitaria”

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Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta ha lanciato lo slogan della sua campagna elettorale “Liberi” nel corso di una conferenza stampa a Palermo. “Per essere chiari, se qualcuno pensa che Rosario Crocetta sia l’ideologo della divisione del centrosinistra, si sbaglia alla grande. Crocetta e i suoi compagni, le sue amiche, lanciano una proposta unitaria e lanciano un terreno di confronto”. Ha iniziato a parlare in terza persona il presidente della Regione uscente aggiungendo che  “La democrazia è una cosa seria”.

“Se non sarò il candidato è inevitabile la crisi di governo”, ha affermato Crocetta. “Alea iacta est, il dado è tratto, quando ci sono decisioni democratiche assunte e non quando ci sono imposizioni dall’alto. Non sono io che sarò il responsabile di un’eventuale crisi di governo regionale, ma sarà una naturale conseguenza. Se scelgono un altro candidato saranno loro a prendere con coerenza le loro decisioni, perché altrimenti come faranno a spiegare ai cittadini di essere stati al governo?”, ha sottolineato il presidente della Regione Crocetta, sulle elezioni regionali del 5 novembre, ventilando l’ipotesi di un rimpasto nella Giunta regionale in caso di rottura con il Pd. “Se loro continuano a sostenere Micari – ha continuato Crocetta – e rifiutano le primarie, non possono non ritirare dal governo regionale la loro delegazione. Di conseguenza un Governo del presidente è una ipotesi molto realistica, ma non sarò io a rompere,  cercherò di unire”.

“Io non temo la corsa solitaria. La Sicilia cambia – ha detto Crocetta – se cambiano i partiti, i siciliani sono un popolo strano che a volte sopporta per decenni ma una volta ogni tanto tira la corda pazza che cambia la storia”. Poi il presidente presentando lo slogan “Liberi” scelto per la campagna elettorale ha detto: “Ho scelto questa immagine e il blu perché nulla è più libero del mare”. Nella sala dell’hotel delle Palme dove è in corso l’incontro con la stampa presenti alcuni fedelissimi del governatore, la vicepresidente della Regione Mariella Lo Bello, il senatore Beppe Lumia, ma anche il segretario regionale organizzativo del Pd Antonio Rubino che ha affermato: “Sono qui per ascoltare. Mi sembra che la parola che il Presidente ha pronunziato più volte sia unità. Lo considero un segnale importante e lavoreremo per evitare ulteriori rotture che non servono al centrosinistra”.

E sul viaggio a Roma Crocetta ha spiegato: “Ci siamo sentiti con Renzi. Ieri era in programma un incontro, ma ho ritenuto che, dopo la riunione della segreteria, fosse necessario prima un confronto con il segretario Raciti e poi successivamente comunicare io a Renzi le nostre decisioni. Coinvolgere il segretario nazionale non mi sembrava responsabile in questo momento”.

“Non capisco Leoluca Orlando, dice di essere contrario ai professionisti della politica e invece sta dialogando con quattro potenti in una stanza”, ha detto Crocetta. “E’ una cosa virtuale il movimento di Orlando – ha aggiunto -. Io sono componente della direzione nazionale del Pd e per questo mi avrebbero dovuto coinvolgere nelle decisioni di questi mesi. Ho deciso di costituire un movimento per mettere insieme un progetto politico che facesse da cerniera tra movimenti e partiti politici. Sono iscritto al gruppo del Pd, e mi è stato chiesto di non fare parte del gruppo del Megafono”, ha aggiunto Crocetta.

“Un ticket con Fiumefreddo? Alla fine ce lo ritroveremo sempre nella squadra. Verrà con me”, ha detto Crocetta, riferendosi ad Antonio Fiumefreddo, ad di Riscossione Sicilia, società che la sua maggioranza al parlamento regionale non ha voluto salvare dalla liquidazione.

Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta prima della conferenza stampa ha incontrato una delegazione di ex operai della fallita Keller. Ai lavoratori Crocetta ha promesso un impegno della Regione per l’apertura di un tavolo con i rappresentanti del governo nazionale, regionale, Rfi e i sindacati sulla vertenza. Prima dell’incontro con i lavoratori, c’è stato un momento di tensione: alcuni operai disperati si sono avvicinati all’auto del presidente, suscitando la reazione della scorta del governatore che li ha bloccati. (in collaborazione con ITALPRESS)