Cuffaro all’Ars: “Chiedo la riabilitazione penale, ma non tornerò in politica”

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“Smentisco categoricamente qualsiasi mio impegno futuro in politica. La richiesta di poter beneficiare della riabilitazione penale è un diritto che intendo esercitare e che nulla ha a che vedere con la politica attiva e di partito. L’unico impegno politico che intendo proseguire è quello sociale e umanitario in favore degli ultimi e che mi vede coinvolto con tante altre persone in progetti di assistenza medica e per la realizzazione di infrastrutture sanitarie”. Lo dice l’ex presidente della Regione siciliana, Totò Cuffaro, di nuovo al centro di polemiche per la sua presenza come relatore a un convegno sulle carceri in programma il 13 settembre nell’Assemblea siciliana.

“Non ci sono parole. Il ritorno di Cuffaro all’Ars è di una vergogna assoluta. Anzi, una porcata. E che sa pure di beffa: non solo viene srotolato il tappeto rosso davanti ad un condannato per fatti di mafia, ma si lo fa pure nella sala dedicata a chi per mano della mafia ci ha rimesso la vita. Non c’è che dire, pensavamo di aver toccato il fondo con le ultime uscite di Miccichè, ma evidentemente si vuole continuare a scavare”. Lo sostiene il gruppo parlamentare del M5S all’Ars commentando la notizia del prossimo arrivo a palazzo dei Normanni, a Palermo, dell’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, in occasione di un convegno sui detenuti organizzato dal deputato regionale Vincenzo Figuccia.

Sulla vicenda, con un post sul suo profilo Facebook, interviene anche il vicepresidente dell’Ars, il grillino Giancarlo Cancelleri. “Prosegue – aggiunge il M5S – la gestione fallimentare della presidenza Miccichè, che continua a guadagnarsi i titoli dei giornali per fatti negativi, mai per la produttività del Palazzo che è quasi nulla. In quanto ad inviti inopportuni, tra l’altro, Miccichè ha pure un fresco precedente, quello, del tutto fuori luogo, fatto a Mori e De Donno in occasione della proiezione del docufilm sul generale Mori. E in più ci si chiede perché i cittadini si allontanano dalle istituzioni. Si proceda in questo senso e il solco finora scavato diventerà un baratro”.

“Il manicheismo è una bandiera facile da innalzare, non si paga mai pegno e ci rende tutti eroi. Leggo di vibratissime proteste perché un ex detenuto, che ha scontato interamente la propria pena, viene invitato a discutere (con il direttore del carcere di Palermo e con il garante per i detenuti) di galera, pena e riabilitazione. Vibratissime proteste perché l’ex detenuto in questione è Totò Cuffaro. Magari se fosse stato un rapinatore, un omicida, un terrorista o un tangentista nessuno si sarebbe strappato le vesti. Ma è Cuffaro, ex galeotto, pena scontata. E la piazza ha deciso: gli altri sì, lui no”. Lo scrive in un post su Facebook il presidente della commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, in merito alle proteste del gruppo del M5s dell’Assemblea contrario alla presenza dell’ex governatore della Sicilia, Totò Cuffaro, come relatore a un convegno sulle carceri in programma a Palazzo dei Normanni.

“Caro Giancarlo Cancelleri, comprendo bene che ti senti in “missione per conto di Dio” ma non compete né a me, né a te fare il giustiziere. Che ti piaccia o no Totò Cuffaro ha scontato la sua pena e saldato il suo debito con la giustizia. Ricorda, inoltre, che mettere la museruola a qualcuno è segno di paura, non di forza”. Sono le parole del presidente dell’Assemblea siciliana, Gianfranco Micciché, che replica al vice presidente Giancarlo Cancelleri che assieme all’intero gruppo del M5s ha definito una “porcata” la presenza di Totò Cuffaro come relatore a un convegno sulle carceri a Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars. “In vita mia non ho mai impedito a chicchessia di dire la sua, men che meno lo farei con chi ha sofferto in carcere – aggiunge Miccichè – E non lo farò nemmeno stavolta, nemmeno se il tuo problema si chiama Totò Cuffaro. Non starò qui a spiegarti che costui rappresenta un pezzo importante di recente storia siciliana. E una cosa sia chiara: censurare non fa parte del mio dna”.