Cuffaro in commissione Antimafia e poi a ruota libera parla coi giornalisti

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“Musumeci è bravo, purtroppo non ha una maggioranza consolidata e struttura come quella su cui potevo contare io e poi c’erano i partiti che non sono un disastro della politica che oggi non ci sono più perché non ci sono più i movimenti ideali”. E’ l’analisi dell’ex governatore siciliano, Salvatore Cuffaro, che oggi a margine dell’audizione in Antimafia si è soffermato a parlare con i cronisti della situazione dell’attuale Governo in Sicilia.

“In passato c’era una scelta ideale che ti portava dentro un partito e i partiti erano importanti perché costruivano i rapporti politici – ha detto Cuffaro -. I partiti mi permettevano di prendere le decisioni governando. Musumeci ha questa difficoltà perché non ci sono più i partiti di un tempo, ha una maggioranza risicatissima e deve destreggiarsi con quello che c’è. Direi che fa quello che può. Se fossi io al posto suo ragionerei più largamente con i partiti per fare alcune scelte importanti, anche con quelli dell’opposizione”, ha concluso Cuffaro.

Cuffaro: Se tornassi indietro…

“Tornando indietro non rifarei molte cose, ho fatto tanti errori. Forse tenterei di essere più guardingo, di incontrare meno persone, meno abbracci e baci per tutti. Metterei in atto tutta una serie di precauzioni per evitare di andare a sbattere contro alcune cose con cui sono andato a sbattere. Anche se credo di aver pagato dignitosamente il prezzo dei miei errori”. Lo ha detto l’ex governatore siciliano, Salvatore Cuffaro, a Palazzo dei Normanni per essere ascoltato dalla commissione Antimafia. “Io ho fatto male, non sono riuscito a fare quello che avrei voluto – ha aggiunto -. Però la politica è una cosa bella. Ero in Burundi, il presidente Fava mi ha istituzionalmente chiesto di venire e ho accettato per portare il mio contributo perché credo che la politica sia l’arte suprema del benessere. Ringrazio Fava per avermi invitato mentre altri presidenti di questo Parlamento mi avevano impedito di entrare qui”.

Cuffaro: Sono democristiano serve un partito di centro come Noi con l’Italia

“Io sono democristiano. E sto con i miei amici che spero lavorino per tenere una bandiera al centro, si chiami “Noi con l’Italia” o come vogliono. Io sto con loro. E’ indubbio che quando davanti a una scheda la gente si ritroverà la Lega, il M5s, il Pd e FdI se vuole dare un voto moderato che fa? Noi speriamo che oltre a Italia Viva ci sia anche “Noi con l’Italia” o un partito che riprenda la tradizione storica e culturale della democrazia cristiana”, ha detto Totò Cuffaro conversando con i cronisti a Palazzo dei Normanni. “Gli ex cuffariani – ha aggiunto – in Sicilia sono due milioni: ora sono divisi dappartetutto, in Fi, FdI, Pd e nella Lega. C’è stata una sorta di diaspora, è finito il “cuffarismo” ora c’è il “cuffaresimo”: quando erano con me erano cattivi e “cuffaristi”, adesso che non ci sono più io tutti sono diventati buoni. Se potessi tornare indietro non rifare certi errori per i quali ho pagato il mio conto: avrei un atteggiamento differente, sarei più accorto e guardingo a incontrare la gente e non così aperto con tutti come sono stato in passato”, ha sottolineato  Totò Cuffaro.

Cuffaro e il voto segreto

“Ho fatto otto anni il presidente della Regione anche con il voto segreto. E’ una delle prerogative della democrazia. Si può abolire tutto e il contrario di tutto, io penso che sia una delle prerogative dei parlamentari. E’ stato istituito per dare la possibilità ai parlamentari di votare liberamente anche gli atti più difficili”, ha detto l’ex governatore siciliano, Totò Cuffaro intervenendo sul tema dell’abolizione del voto segreto, invocata dall’attuale presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. “Non credo che i problemi si risolvano abolendo il voto segreto – ha puntualizzato -, penso che i problemi si risolvano dialogando. Io non ho mai chiesto l’abolizione del voto segreto e di problemi durante il mio Governo ne ho avuti. Ho pensato di parlare con quelli che segretamente mi votavano contro”.

Cuffaro parla del M5S e il consenso di Salvini mi sorprende

“Quelli del M5s sono ragazzi per bene, io ne conosco tanti, puliti, onesti. Che abbiano portato un segnale di novità e di discontinuità è fuori discussione, vanno apprezzati per quello che fanno: stanno dando una risposta al Paese. Se poi non ci si organizza diventa difficile, mi auguro che riescano a consolidarsi e non diventino una meteora”, ha detto Totò Cuffaro ai giornalisti. La scelta del M5s di fare il Governo con il Pd? “Una scelta responsabile e da apprezzare, non si poteva tornare al voto senza motivo”. A dirlo è stato l’ex governatore siciliano, Salvatore Cuffaro. Un accordo contronatura che rischia di snaturare il movimento? “Quale accordo è contronatura, quello di prima o quello di ora? Se hanno preso un voto di protesta, di pancia e poi vanno al governo qualche contraccolpo lo subiscono”.

“Mi meraviglia molto il consenso dato a Salvini in Sicilia, come mi ha meravigliato quello per il M5s anche se si sta riducendo: il siciliano si aggrappa alla possibilità della speranza e del futuro, Salvini rappresenta questa speranza. Io rimango democristiano”, ha affermato Totò Cuffaro conversando con i cronisti a Palazzo dei Normanni, alla fine della sua audizione in commissione regionale Antimafia, che lo ha ascoltato nell’ambito dell’indagine sul ciclo dei rifiuti.

Cuffaro ascoltato in commissione Antimafia sui rifiuti

“E’ stato detto che il malaffare si annidava nei termovalorizzatori ma la verità è che il malaffare si annida nelle discariche, dove sono finiti in realtà i soldi”. Lo ha detto l’ex presidente della Regione siciliana, Totò Cuffaro, nel corso della sua audizione davanti alla Commissione antimafia regionale, a Palermo. “Alla fine degli anni Novanta – ha spiegato – furono redatti due piani per i rifiuti, di cui uno da Angelini, che era consulente di Capodicasa. Non esiste altro piano rifiuti, quello attuale è quello che abbiamo fatto noi ed è stato vidimato anche dall’Unione Europea”. “Oggi – ha aggiunto Cuffaro – costa più del triplo portare in discarica i rifiuti, escludendo il trasporto. 1,4 milioni di tonnellate senza termovalorizzatori sono stati smaltiti in discarica. Invece – ha sottolineato Totò Cuffaro -, con i termovalorizzatori avremmo risolto il problema in cui si trova la Sicilia. Direi che è vero esattamente il contrario – ha aggiunto -. Il malaffare si insidia nelle discariche non nei termovalorizzatori. Gli ambienti mafiosi erano molto preoccupati per la costruzione dei termovalorizzatori, che non avrebbero più consentito di lucrare sulle discariche.  Direi che il malaffare si insidia nelle discariche non nei termovalorizzatori. Gli ambienti mafiosi erano molto preoccupati per la costruzione dei termovalorizzatori, che non avrebbero più consentito di lucrare sulle discariche”.

“Perché 4 termovalorizzatori? Innanzitutto – ha risposto Cuffaro – la Regione non avrebbe messo una lira, perché sarebbero stati realizzati dalle imprese. Inoltre, avrebbero consentito di non fare viaggiare rifiuti. E se un termovalorizzatore fosse andato in avaria, i rifiuti sarebbero andati in quello più vicino. Il governo venuto dopo il mio – ha aggiunto l’ex presidente della Regione – ha detto che avevano fermato la costruzione dei termovalorizzatori, ma nel mio governo c’erano anche loro. Adesso la Sicilia è diventata una pattumiera, i comuni sono in dissesto, il debito degli Ato era 37 milioni euro e ora è di oltre il miliardo e mezzo di euro. Tutto questo perché non abbiamo voluto fare i termovalorizzatori.