“Cuncuma” di Conti apre il primo degli appuntamenti serali a La via dei Librai

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Dopo due anni, a “La via dei librai” di Palermo ritorna il palco centrale sul pianale della Cattedrale e “Cuncuma – Nel voler esprimere la singolarità” aprirà il primo degli appuntamenti serali, il 22 aprile alle 21. Interventi di Giulio Cusumano, Maria Saeli, Carlo Guidotti, con letture scelte di Francesca Picciurro e Antonella Messina. Modera l’incontro Daniela Martino. Presente l’autore, Renzo Conti.

Il libro di Renzo Conti – ingegnere e scrittore palermitano, antispecista, nonché presidente e fondatore dell’associazione onlus “Felici nella coda” – si muove in un mondo di anime sospese tra la dannazione e la rinascita ed ha come protagonista un uomo che si ritrova impegnato in un articolato percorso di rinnovamento spirituale per rimediare agli errori commessi quando era in vita. Attraverso inusuali esperienze ultraterrene, che lo portano a sostare in luoghi sconosciuti e onirici, viene guidato da singolari anime, tra cui quelle del Giardino della Cuncuma, a comprendere la sequenza di enigmi che lo riguardano e per i quali è invitato a liberarsi di paradigmi culturali e pregiudizi, affrontando con coraggio lodevoli imprese a vantaggio dei vivi e scoprendo altri modi di amare, fino a ritrovarsi in una nuova vita. “Cuncuma – Nel voler esprimere la singolarità”, terzo romanzo di Conti, edito da Ex Libris, è dedicato alla memoria di Giuseppe Di Matteo. E se nel suo penultimo libro, “Il volto delle streghe”, Conti aveva percorso la storia di Palermo, tra realtà e leggende, dagli anni ’60 fino agli anni ’80, lasciando di proposito in sospeso alcuni enigmi facenti capo al protagonista, che muore un giorno prima del sindaco Insalaco, ossia l’11 gennaio, ora si pone l’accento sulla data, che accomuna Insalaco e Giuseppe Di Matteo, del quale si narra in “Cuncuma”, insieme alle due grandi stragi, di stampo mafioso, che hanno cambiato il nostro Paese. Così, riferendosi ad esse, in modo quasi provocatorio, in quest’ultimo romanzo Renzo Conti  cerca di evidenziare ciò che ad oggi rimane ancora nascosto; mentre, sul rapimento di Giuseppe Di Matteo dà una chiave interpretativa differente, da sognatore, per cui avviene che il ragazzino si salva.

L’evoluzione del protagonista, già morto, che torna nel mondo dei vivi ma solo dopo un ciclo di esperienze che inneggiano all’amore, si esplicita in “Cuncuma – Nel voler esprimere la singolarità” attraverso un argomento ancora considerato un tabù, ossia quello delle polifamiglie e del poliamore. La prefazione del libro è di Mario Zito, le conclusioni di Massimo Milani e Gino Campanella.