Dacca, blitz al ristorante: 6 jihadisti uccisi, 13 ostaggi salvi

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Bystanders gather after Hindu priest Shyamananda Das was hacked to death in Jhenaidah some 211kms north-west of Dhaka on July 1, 2016. A Hindu temple worker was hacked to death in western Bangladesh, police said, the latest in a series of attacks on religious minorities by suspected Islamists. / AFP PHOTO / STR

Le forze di sicurezza del Bangladesh hanno fatto irruzione nel ristorante di Dacca dove ieri un commando di jihadisti ha preso in ostaggio un folto gruppo di persone, compresi sette italiani. Il raid è stato lanciato poco dopo le 7.30 locali, le 3.30 in Italia, e in un quadro ancora confuso, con notizie contrastanti, ed è difficile mettere assieme un primo bilancio. Fonti di stampa locale riferiscono di una trentina di morti, il Bangladesh Times – che verso le 7 scrive di 13 ostaggi salvati, e probabilmente feriti, tra questi cittadini indiani e almeno un giapponese.

Secondo l’agenzia Amaq, vicina allo Stato islamico che che ha diffuso la rivendicazione dell’Isis, ci sono “oltre 20 morti di diverse nazionalità”. Impossibile per ora confermare la sorte degli italiani presi in ostaggio nel Holey Artisan Bakery. La Farnesina, tramite l’ambasciata italiana, sta ancora compiendo delle verifiche sui nostri connazionali. Ancora da precisare anche il numero dei terroristi che ieri alle 21:20 locali sono entrati nel locale urlando “Allahu Akbar”: almeno cinque, è stato detto inizialmente, ma ora fonti delle forze dell’ordine dicono che “sei terroristi sono stati eliminati” nel blitz.

La polizia e le forze di sicurezza ieri sera sono accorse richiamate dal fragore delle raffiche sparate nella caffetteria, hanno isolato la zona e hanno ingaggiato un violento scontro a fuoco con gli assalitori. Dopo alcune ore gli agenti avrebbero tentato di intavolare una trattativa, con le forze speciali pronte ad intervenire. “Non c’è alcuna volontà di negoziare alcunchè”, ha dichiarato l’ambasciatore italiano in Bangladesh al Tg1, che ha riferito dei sette italiani in ostaggio.

Il Bangladesh ha visto negli ultimi tre anni una raffica di barbari omicidi di difensori dei diritti, della laicità, di intellettuali ed esponenti delle minoranze religiose. Il governo attribuisce ha lanciato negli ultimi mesi una serie di operazioni contro gruppi jihadisti locali, che hanno portato a 11.000 arresti: azioni, secondo gli attivisti dei diritti fondamentali, spesso arbitrarie e usate per silenziare scomodi esponenti dell’opposizione.