Dai gioielli a Diabolik, ecco tutte le “spese pazze” all’Ars

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Ecco l’elenco delle spese contestate dai pm a ciascuno dei 14 ex capigruppo dell’Ars ai quali è stata notificata la chiusura delle indagini.

 

Dall’indagine della Procura sono state “stralciate” le spese sostenute dai gruppi parlamentari per pagare i collaboratori, così come quelle per cibi e bevande. Ma resta un lungo elenco di spese non giustificate o che difficilmente possono essere annoverate tra quelle direttamente legate alle attività parlamentari. Dai gioielli alle borse, dalle auto ai fumetti.

Ecco tutte le contestazioni dei pm ai 14 ex capigruppo indagati:

Giulia Adamo, che era alla guida del Gruppo Misto (poi quello Sicilia), non ha giustificato gli acquisti fatti, con i soldi assegnati ai deputati dell’Ars, da Nazareno Gabrielli, Louis Vuitton e l’appropriazione di 9.500 euro a titolo di “contributo unificato” non meglio specificato. Adamo ha anche comprato cravatte e carrè di seta da Hermes, e borse da Bagagli.

L’ex presidente del gruppo Mps, Nunzio Cappadona, avrebbe incamerato un contributo unificato da 15.000 euro.

Marianna Caronia si sarebbe appropriata di 35.900 euro, non giustificati, con sette disposizioni di pagamento tra febbraio e luglio 2010 a valere sul suo conto corrente e provenienti dal Gruppo Misto.

Antonello Cracolici, capogruppo Pd, acquistò diversi regali spendendo quasi 32 mila euro (strenne natalizie, liquori, scatole da gioco, rum, champagne); altri seimila euro furono spesi per regali di nozze.

L’ex deputato del Mpa Nicola D’Agostino avrebbe preso 26.500 euro per “contributo di funzionamento”.

Cateno De Luca, a capo del gruppo Forza del sud, si sarebbe fatto pagare dal gruppo rate di leasing per oltre 6.000 euro dopo la sua fuoriuscita, attraverso il passaggio di proprietà del veicolo a una società a lui riconducibile.

Il leasing di altre due Audi A6 sarebbe stato pagato dal gruppo parlamentare dell’Udc in favore di Rudy Maira, a cui erano intestate le auto. A Maira è contestata anche l’appropriazione di 22.450 euro, tra il 2008 e il 2001, a titolo di rimborso spese, per le quali il deputato non ha fornito nessuna pezza d’appoggio. Ci sono poi varie “regalie” come l’acquisto di ceste natalizie, spese alla gioielleria Palumbo e un pagamento a favore di un’enoteca.

Cataldo Fiorenza, deputato e poi capogruppo del Gruppo Misto, avrebbe disposto pagamenti non giustificati per oltre 30 mila euro, altri 20.00 sarebbero stati dati alla collaboratrice Elena Mancuso per spese non meglio specificate.

A Nicola Leanza, ex capogruppo del Movimento per l’autonomia (Mpa) vengono contestati prelievi e pagamenti per oltre 50.000 euro.

A Innocenzo Leontini, ex capogruppo del Pdl, sono contestate spese per regali per nozze, cesti di fiori, panettoni, rifornimento delle vetture private e lavaggi .

Livio Marrocco, ex capogruppo di Fli, avrebbe utilizzato fondi del gruppo per comparre fumetti di Diabolik. Marrocco ha pagato anche pranzi e cene non giustificate.

Quasi trecentomila euro sarebbero stati prelevati o usati per spese da Francesco Musotto, nei periodi in cui era deputato del Gruppo Misto e capogruppo del Mpa. Musotto non ha fornito ai pm giustificazioni valide.

Salvo Pogliese, ex vice presidente del Gruppo Pdl, avrebbe fatto prelievi e emesso assegni in favore di se stesso per quasi 60 mila euro, oltre a spendere 41.00 euro per rifornimenti di carburante, pagamenti in bar, ristoranti, pizzerie e regali.

Paolo Ruggirello, deputato del Gruppo Misto, si sarebbe invece appropriato “solo” di 3.590 euro.

Spese pazze, 14 ex capigruppo dell’Ars verso rinvio a giudizio