Dall’Ars duemila euro alle famiglie dei pescatori di Mazara prigionieri in Libia

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pescatori di mazara

Da Palazzo dei Normanni un contributo alle famiglie dei pescatori di Mazara prigionieri in Libia nel settembre scorso. Il Consiglio di presidenza dell’Ars, infatti, erogherà “un contributo di duemila euro per ogni famiglia dei 18 marittimi.

A comunicarlo è il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Micicchè dopo aver “sentito telefonicamente tutti i membri del consiglio di presidenza”.

“Chiedo che il governo italiano si adoperi immediatamente – continua Miccichè – anche inviando un diplomatico qualora lo ritenesse opportuno, per avere almeno notizie certe sullo stato di salute dei nostri connazionali”.

La decisione è stata apprezzata dai familiari dei 18 marittimi, ma anche dal primo cittadino di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci che ha ringraziato la Regione “per l’impegno manifestato per questa causa: quando le istituzioni collaborano si ottengono dei risultati concreti”.

Lo scorso 2 ottobre i familiari e gli armatori dei motopesca Antartide e Medinea – tuttora ormeggiati in Libia nel porto di Bengasi – hanno incontrato il governatore della Regione siciliana, Nello Musumeci, che ha sottoposto il caso dei 18 marittimi all’Avvocatura della Regione. I familiari nel frattempo sono tornati a Roma, dove da settimane mantengono un presidio permanente davanti palazzo Montecitorio. In questi giorni anche il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, li ha raggiunti, ottenendo un incontro con l’ambasciatore Pietro Benassi, consigliere diplomatico di Palazzo Chigi.

Secondo informazioni non confermate dalla Farnesina il prossimo 20 ottobre i 18 marittimi dovrebbero essere processati dalla Procura militare libica.