De Felice: “Sea Watch, arrestare la comandante e convocare gli ambasciatori”

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Un altro caso ha per protagonista la Sea Watch, nave olandese e la Ong tedesca che la utilizza per il recupero di migranti nel Canale di Sicilia. L’ammiraglio in ausiliara Nicola De Felice, già comandante di Marisicilia, ci espone il suo parere in merito all’ennesimo caso che divide il Paese.

“Le convenzioni internazionali sul diritto del mare delle Nazioni unite, Il Codice italiano della Navigazione e le direttive nazionali sulla Sicurezza richiedono delle azioni politiche e giuridiche inoppugnabili: le infrazioni commesse dal comandante della nave Sea Watch sono tali da richiederne l’immediato arresto se non addirittura l’estradizione in Libia qualora richiesto visto che le prime infrazioni sono state commesse in acque di competenza libica. Inoltre, il passaggio illegale dei migranti è stato commesso di territorio olandese e – in ottemperanza all’articolo 13 del Trattato di Dublino dell’UE – l’Olanda si deve farsi carico dei migranti saliti a bordo sulla Nave battente bandiera olandese. La Germania è la nazione della ONG responsabile del misfatto. Ai sensi delle più elementari regole diplomatiche internazionali, gli ambasciatori di tali Stati devono essere immediatamente convocati per giustificare l’inerzia di tali misfatti. La nave va sequestrata, vanno applicate le sanzioni amministrative previste ivi comprese le spese sostenute dallo Stato sostenute per la gestione del caso, come previsto dall’84 del codice di navigazione. Tutto ciò va fatto in tempo reale onde evitare che il misfatto sua emulato da altri incoscienti. Ne va della dignità di uno Stato sovrano come il nostro”.