Diego Bortoluzzi si presenta: “La Serie A non si rifiuta mai, una bella sfida, anche con me stesso”

0
27

Diego Bortoluzzi, nuovo allenatore del Palermo, il quinto di questa stagione rosanero dopo Ballardini, De Zerbi, Corini e Lopez è stato presentato ufficialmente al Tenente Onorato di Boccadifalco. “Una sfida del genere si accetta perché ho sempre pensato, sia da giocatore che da allenatore, che la Serie A non si rifiuta mai e io da giocatore l’ho solo annusata – ha detto -. E’ una bella sfida ma ho tanta voglia di fare. E’ anche una sfida con me stesso”.

Bortoluzzi ha messo d’accordo tutti in casa rosanero: “Zamparini ha avuto il suo ruolo perché mi conosce da 27 anni e ho lavorato con lui per 8 anni prima da giocatore e poi da allenatore. Mi ha chiesto la disponibilità e gliel’ho data. Lui però l’ho solo sentito al telefono mentre di presenza ho incontrato il presidente Baccaglini, che mi ha dato l’ufficialità. E sicuramente anche Guidolin ha avuto il suo ruolo da quello che ho letto, so che mi ha raccomandato (ride, ndr)”.

Ma in un club alle prese con un passaggio di proprietà e senza un direttore sportivo visto il recente addio di Salerno, quali saranno i riferimenti societari? “Non ho avuto neanche il tempo di pensarci. Ho trovato tanta disponibilità nelle persone che ho incontrato finora”, ha risposto Bortoluzzi.

Attenzione maniacale ai dettagli e la feroce applicazione tattica, accanto a una difesa di ferro che avrebbe fatto parte della rosa dei campioni mondiali del 2006, sono concetti cardine nel credo calcistico del suo “maestro” Francesco Guidolin, di cui Bortoluzzi è stato vice al tempo della prima, storica promozione in Serie A dell’epopea zampariniana ma anche all’Udinese e allo Swansea. Ma non sarà troppo tardi, a sette giornate dalla fine, per ripartire dalle basi, da “concetti semplici”. “In questi primi giorni non ho potuto fare chissà quante cose. Ho cercato di intervenire in maniera soft sulla situazione attuale, che impone di lavorare un po’ su tutto ma in dosi limitate e contenute. Arrivare a metà settimana in una situazione completamente nuova non è semplice. Io stavo già seguendo il Palermo e un’idea me l’ero già fatta, poi ho cercato di prendere le informazioni che possono servire. Un po’ di tempo ci vuole, ho cercato di portare dei concetti semplici e la squadra risponde sul piano dell’attenzione”, ha spiegato Diego Bortoluzzi.

“I risultati finora non sono stati granché ed è chiaro che qualcosa di diverso bisogna proporre – ha continuato -. Qualcosa nella formazione la cambierò, cercherò di schierarne una che mi dia qualche risposta. Il modulo conta ma contano di più l’applicazione e la determinazione”. Quanto all’undici titolare, in queste settimane ha tenuto banco il ballottaggio tra Posavec e Fulignati: “Sul portiere la scelta l’ho già fatta e la comunicherò in ritiro al diretto interessato. L’obiettivo sarà sempre di ottenere il massimo. Soluzioni definitive non ce ne sono, ho a disposizione 26 giocatori e farò le scelte in base a quelle che riterrò essere le migliori soluzioni in ogni partita, in ogni ruolo, in ogni posizione”, ha sottolineato Bortoluzzi.

Di sicuro uno dei talloni d’Achille fin qui è stata la scarsa tenuta difensiva: “Una delle prime cose che ho fatto con i difensori è stata curare le marcature. Non si risolve in breve ma ho cercato di intervenire subito con allenamenti mirati. Uno dei miei compiti è limare i difetti che vedo. Se ci sono leader in difesa? In tre giorni è difficile capirlo. Ci sono giocatori che hanno giocato di più ma devo ancora vedere”. Un’arma potrebbero essere i calci piazzati, per i quali potrebbe essere ritagliato un ruolo meno marginale per Alessandro Diamanti : “Ho fatto calciare un po’ di punizioni e ho visto due, tre tiratori mica male, non solo Diamanti. Lui è uno di quelli che può dare qualcosa in più. Difesa a tre o a quattro? Finora i risultati sono stati comunque scadenti”, ha commentato Bortoluzzi.

“Il primo giorno i giocatori mi guardavano come chi si chiede “ecco, ci risiamo”. Poi però la risposta è stata molto positiva, si sono allenati con grande applicazione e concentrazione e questo ha sorpreso in modo positivo me e il mio staff”, ha raccontato Bortoluzzi. “Cosa cambia con me? Spero tutto – ha continuato -. Ogni allenatore ha i suoi metodi e il suo modo di allenare. Spero che quello che io so fare sul campo e quello che posso dare possa aiutare a portare positività al gruppo e soprattutto qualche risultato positivo. Il mio contratto? Scade il 30 giugno di quest’anno”.

Uno degli aspetti sicuramente più scoraggianti fin qui per i tifosi rosanero è stato che la squadra spesso gioca dei buoni primi tempi, magari va anche in vantaggio, per poi crollare nei secondi tempi, finendo travolta con tre, quattro gol subiti in serie. Bortoluzzi non crede che dietro questi crolli verticali ci sia un problema fisico: “Non c’è stato ancora il tempo per raccogliere sufficienti dati fisici ma credo che certe difficoltà vengano fuori per motivi psicologici. Non credo che un atleta di Serie A crolli dopo 35 minuti, 20 o 25 minuti forse potrei farli anche io. Ma perché la squadra crolli alla prima difficoltà ancora non lo so. Le risposte possono essere tante. Preferisco cercare di farmi un’idea direttamente dagli allenamenti, e gli allenamenti fin qui mi hanno dato risposte positive”.

“Non penso al futuro, alla salvezza, penso solo alla partita di sabato col Bologna – ha precisatoi Bortoluzzi -. Il mio compito è fare il meglio di quello che so fare e trasmettere le mie capacità ai giocatori. Se vedo sul campo quello che chiedo ai miei giocatori sarò contento del mio lavoro, poi ragioneremo sul futuro. Il Bologna è un avversario certamente tranquillo e con una situazione mentale molto migliore della nostra ma questo non cambia nulla: qualunque sia l’avversario, conta il nostro atteggiamento”.

“Sarebbe bello che la gente potesse dare una mano alla squadra, come stiamo facendo tutti, per cercare di dare qualcosa in più. Sarebbe bello trovare un atteggiamento positivo allo stadio ma è normale che dopo un’annata del genere non si possa pretendere chissà cosa. Mi piacerebbe trovare un atteggiamento positivo, una tregua in attesa di capire cosa succede in campo”, è la speranza del nuovo allenatore.

Contro il Bologna, Bortoluzzi ha disegnato in campo un Palermo con il 4-3-3. Decisa la formazione con la quale debutterà sulla panchina rosanero. Gli unici dubbi sono legati al ballottaggio Jajalo-Gazzi in mezzo al campo e Balogh-Trajkovski in avanti. Al termine della rifinitura l’allenatore del Palermo ha convocato 23 giocatori inserendo (ancora una volta) nella lista il giovane centrocampista della Primavera, Gennaro Ruggiero. Probabile formazione (4-3-3): Posavec; Rispoli, Sunjic, Cionek, Pezzella; Bruno Henrique, Jajalo, Cochev; Sallai, Nestorovski, Balogh. (ITALPRESS)