Dietrofront di Bonafede, torna in carcere il boss di Brancaccio Antonino Sacco

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antonino sacco

Antonino Sacco, capo della famiglia mafiosa del quartiere Brancaccio di Palermo torna in carcere. E’ questo il primo effetto del nuovo decreto legge firmato dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Una retromarcia rispetto alle scarcerazioni che alcune settimane fa avevano schiuso i cancelli dei penitenziari a centinaia di detenuti, tra i quali numerosi boss mafiosi.  L’indignazione pubblica, gli attacchi delle opposizioni e la polemica con l’ex pm Nino Di Matteo, hanno suggerito al Guardasigilli di cercare un rimedio al grave errore commesso.

Una delle nuove norme del decreto legge, infatti, prevede che la magistratura di sorveglianza proceda alla tempestiva rivalutazione della concessione della detenzione domiciliare, precedentemente disposta in autonomia dai giudici, nel caso in cui si possano garantire al detenuto le cure in sicurezza in altre strutture carcerarie provviste di idonei reparti ospedalieri prontamente individuate dal Dap.