Dionisiache 2019: prima lunedì 26 per “Alcesti” e martedì 27 “Re Pipino il breve”

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Prima nazionale per Alcesti di Euripide lunedì 26 agosto, alle 19,45, nel teatro del parco archeologico di Segesta, nell’ambito del Calatafimi Segesta festival Dionisiache 2019, direzione artistica di Nicasio Anzelmo. Nuova traduzione originale di Giovanni Greco, regia e adattamento di Danilo Capezzani.

La tragedia Alcesti ha tutti i caratteri della fiaba, fuori dal tempo e dallo spazio, purtroppo in realtà non del tutto a lieto fine, come invece molto spesso è solita essere ritenuta per via dell’ambiguo finale scritto da Euripide. Infatti, come potrebbe accadere in una fiaba, in un giorno inaspettato, alla reggia del re Admeto arriva la Morte a reclamare la vita del re, il quale ottiene da Essa di continuare a vivere a patto che qualcuno accetti di morire al posto suo: solo la moglie Alcesti, troppo innamorata, si sacrifica, e muore salvando il marito. In realtà è proprio da questo fiabesco punto di avvio che scaturisce tutta la modernità di questa storia. È la storia della condanna dell’uomo Admeto e dell’ineluttabilità di un destino, conseguente alle proprie azioni. Quello stesso giorno l’eroe Eracle, che passa da quella casa, si offre, per farsi perdonare dal re Admeto, di riportargli a casa la moglie Alcesti, dal regno dei morti.

È mai possibile una resurrezione? Davvero Euripide più di duemila anni fa ha voluto far credere al pubblico del Teatro di Dioniso di Atene che Alcesti può tornare in vita? Eracle è goffo: umano e mortale più che mai; può davvero scendere nel mondo dei morti? Alcesti è a mio avviso la tragedia della dannazione dei mortali: che è -sì- di chi se ne va, ma è “forse anche questa vaneggiante amara oscurità che scende su chi resta”.

Alcesti è con: Michele Demaria, Gabriele Benedetti, Flaminia Cuzzoli, Diego Giangrasso, Iacopo Nestori, Ludovica Apollonj Ghetti, Lorenzo Guerrieri, Adriano Exacoustos, Sara Panci, Marco Masiello, Luca Buongiorno. Progettazione scenografica Danilo Capezzani; assistente alla regia Gabriele Claretti; suoni Luca Gaudenzi, collaborazione alla drammaturgia Annick Edmin; grafiche Francesco Morgante. Produzione Progetto Goldstein e Tradizione Teatro, con il patrocinio dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. Spettacolo vincitore Skene Lab di Tradizione Teatro.

Opera dei pupi con “Re Pipino il breve” martedì 27 agosto alle 19,45

La Compagnia Carlo Magno mette in scena martedì 27 agosto, nel teatro del parco archeologico di Segesta, nell’ambito del Calatafimi Segesta festival Dionisiache 2019, “Re Pipino il breve”, Opera dei pupi, con il puparo e cuntastorie Enzo Mancuso. Il cunto è la forma di teatro più antica che esista; viene fatto con l’essenziale che richiede la tradizione: una pedana, una spada, il corpo e la voce.

Durante il racconto la voce si trasforma, fino a raggiungere alcuni momenti drammatici, in cui la recita risulta una metrica regolata che supera qualsiasi significato per toccare l’astrazione del corpo sonoro. Lo spettacolo di Cunto che Enzo Mancuso rappresenterà in quest’occasione racconta l’assassinio di Re Pipino per mano dei figli illegittimi Olderigi e Lanfroi, e la fuga di Carlotto, designato quale futuro re e testimone del misfatto. Invidie, gelosie e giochi di potere innescano tradimenti, vendette sanguinose e battaglie tra i Magonzesi e i baroni fedeli al re ucciso. Sconfitto dai traditori, il prode Morando di Riviera decide di lasciare Parigi e cercare Carlotto, promettendo un giorno di vendicare la morte del suo amato Re e restituire il trono al legittimo erede.