Dionisiache 2019, Sebastiano Lo Monaco: “La mia carriera quasi antologia del teatro”

0
151

Un connubio immaginario (ma non troppo), tra il drammaturgo Luigi Pirandello e l’attore Sebastiano Lo Monaco per raccontare, sulle tavole di un palcoscenico attraverso un confronto virtuale il teatro, che si fa trama della realtà stessa, attraverso le mille sfaccettature di un racconto intimo, ma velato di sottile ironia.

E’ questo ciò che delinea “Io e Pirandello” il recital di e con Sebastiano Lo Monaco che sarà in scena al Castello Eufemio di Calatafimi Segesta giovedì 1 agosto, alle 21.30, nell’ambito dell’edizione 2019 del festival “Dionisiache”.

Nella rappresentazione, Lo Monaco riporta alla luce i ricordi di una Sicilia ormai lontana, ma mai dimenticata dall’artista, accompagnando gli spettatori in una dimensione quasi onirica, mediante la rievocazione di voci, odori e sapori della sua infanzia e della sua adolescenza. Fil rouge dunque, la storia personale e gli aneddoti vissuti, fino al magico incontro con il teatro. Molteplici le citazioni e le interpretazioni dei testi di autori come Sofocle ed Euripide, fino a quando, in età matura, Lo Monaco quasi si è inluiato in Pirandello, assumendone in qualche modo pure le fattezze fisiche. E, proprio immedesimandosi nel drammaturgo di Girgenti, l’attore si apre ad una narrazione privata, intima e profonda.

“La mia carriera è stata sempre caratterizzata dalla presenza di Pirandello, anzi, l’ha vinta lui su di me – racconta Lo Monaco, che aggiunge – fui scelto dal regista Mauro Bolognini per interpretare Ciampa ne “Il berretto a sonagli” il 21 luglio del 1992, soltanto due giorni dopo la strage di via D’Amelio, in un momento molto difficile per la Sicilia, martoriata dalle stragi di mafia. Cominciai davanti alla casa di Pirandello, ed ero molto in ansia perché raccoglievo l’eredità di grandi interpreti come Turi Ferro, Eduardo De Filippo e Paolo Stoppa. Sentivo su di me una grossa responsabilità ed avevo anche una notevole paura. Però fu un grande successo; con me recitavano anche Paola Borboni e Giustino Durano e lo spettacolo ebbe centinaia di repliche per circa tre stagioni. In seguito ho interpretato quasi tutte le opere di Pirandello per circa 20 anni, fino a quando, per celebrare i 150 anni della nascita dell’autore, nel 2017, mi venne chiesto di omaggiare il drammaturgo, cosi’ in modo quasi naturale, è nato “Io e Pirandello”.

Sulle “corde” che, per dirla in termini pirandelliani, si muove il testo, Lo Monaco spiega: “Il nome “Io e Pirandello” e’ nato ancora prima del contenuto vero e proprio e alla fine è diventato un racconto autobiografico, attraverso gli autori che nel tempo ho visitato e interpretato e tra i quali Pirandello ha la parte principale. La mia direi che è una carriera pirandellianamente vissuta, nel senso che, come attore non sono stato un uomo soltanto ma, di volta in volta, sono quasi diventato il personaggio stesso. Inoltre, nel lavoro attualmente in scena, ho sei cambi di costume, come in “Sei personaggi in cerca d’autore”.

Ma sul percorso introspettivo e sui cambiamenti derivanti da questo testo, Lo Monaco ironizza: “Cambiato? Come vuole che si cambi a 60 anni! Ormai tutti i cambiamenti sono già avvenuti, adesso però ho una maggiore consapevolezza di me stesso. Io non sono abituato a guardare indietro, al passato, anche se questo spettacolo e’ un po’ autocelebrativo e autoreferenziale. Ma Lo spettacolo ricorda, soprattutto a me stesso, che ho avuto una bella, lunga e luminosa carriera. E’ un po’ come se la mia vita sia diventata una sorta di antologia della storia del teatro”.

La regia dello spettacolo è di Salvo Bitonti. Musiche Dario Arcidiacono, elementi scenografici a cura di Massimo Voghera, con la collaborazione degli studenti dei corsi di scenografia Chiara Cosentino, Isabella Giannone, Veronica Cicirello, Francesca Caldarola, Debora Navicella, Milena Bertone, Manuela Allegri, Ilaria Villagrassa, dell’Accademia Albertina Delle Belle Arti Di Torino. Elaborazione immagini a cura di Luigi Palladino del corso di fotografia di Fabio Armerio. Direttore di scena Matteo Bianco. Produzione Siciliateatro. I costumi sono forniti dalla Sartoria della Fondazione I.N.D.A. di Siracusa diretta da Marcella Salvo. (ITALPRESS).