Dirigente di Forza Italia, ma stabilizzato nel gruppo Pd: all’Ars di scena il “caso Fallica”

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Mentre in aula il clima è di quelli da “mission impossible”, e i deputati di Sala d’Ercole in apnea da qui e per i prossimi due giorni (quelli che rimangono per approvare bilancio e finanziaria) a Palazzo dei Normanni si consuma uno psicodramma dalle sfumature umoristiche. 

Protagonista è l’ex deputato nazionale di Forza Italia Pippo Fallica, ex braccio destro di Gianfranco Miccichè, 13 anni di onorevole carriera azzurra alla Camera. Il quale, dopo essere rimasto a lungo in aspettativa (proprio perché impegnato a Roma) e dopo una breve parentesi nel gruppo di Grande Sud, si ritrova adesso tra gli stabilizzati dell’Ars – un’ottantina – ma nel gruppo del Pd.’’

“Ero l’ultimo arrivato – dice – dopo tredici anni di assenza così sono andati in Articolo 4”. Ma i deputati di quel gruppo sono confluiti nel Pd e quindi anche lui ora lavora per il gruppo del Partito Democratico, fianco a fianco con “colleghi” che nel suo passato di deputato ha spesso avuto come fieri avversari.

”Mi rendo conto che è un problema – dice Fallica, che è ancora un dirigente di Forza Italia – specialmente in questo momento di voto della Finanziaria. Io propongo emendamenti con i deputati di Fi, mica posso lavorare agli emendamenti del Pd”.

E proprio alla finanziaria attualmente in discussione a Sala d’Ercole è legata una possibile soluzione a questo “pasticcio”: in commissione Bilancio è stata approvata una norma, inserita appunto nella manovra, che permette di cambiare gruppo indipendentemente dal numero dei deputati iscritti.