Domani si celebra l’Orgasm Day, la giornata mondiale dedicata al culmine del piacere sessuale

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orgasm day

Domani si celebra l’Orgasm Day, la giornata mondiale dedicata al culmine del piacere sessuale. Era il 2006 quando Donna Sheehan e Paul Reffel, due attivisti di San Francisco che volevano protestare contro la guerra in Iraq, ebbero l’idea di organizzare la prima giornata mondiale dell’orgasmo invitando le persone di tutto il mondo ad avere un orgasmo pensando alla pace, per sprigionare energia positiva. La cosa ovviamente è piaciuta e gli Orgasm day sono diventati due: dal 21 al 22 dicembre, quando cioè si verifica il solstizio d’inverno, e appunto il 31 luglio.

Secondo stime del 2019 – che quest’anno non vedranno certamente cifre incrementate perché i sessuologi sono tutti concordi nel sostenere che la pandemia ha “affossato” in molti casi il desiderio sessuale – che l’87% degli uomini riescano a raggiungere l’orgasmo contro il 49% delle donne e che il 43% degli uomini non sia consapevole della frequenza con cui la partner raggiunge il proprio piacere. Tanto più che si stima che, almeno una volta, il 73 per cento delle donne abbiano “finto” durante il rapporto sessuale, a dimostrazione che tra le condizioni che nelle donne impediscono di salire al “picco” si collocano spesso le stesse modalità di relazione con il partner.

L’assenza dei “preliminari”, la mancanza di complicità, le tensioni di coppia, la maggiore “complessità” della mente femminile rispetto a quella maschile che spesso non permette loro di “lasciarsi andare”, pregiudizi culturali che impediscono di parlare di un argomento considerato ancora tabù e non ultime anche problematiche fisiche – come la secchezza vaginale, infiammazioni e difficoltà pelviche -, sono innumerevoli i fattori che impediscono al rapporto sessuale di avviarsi al suo culmine. Si sostiene peraltro che di quel 49 per cento di donne in grado di raggiungere l’orgasmo, meno del 20% lo ottiene durante il rapporto sessuale ed il resto quindi con l’autoerotismo.