Picchiata e rapinata nel trapanese: nigeriano in manette

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Valentine Omwanta

Picchiata e rapinata nel trapanese: nigeriano di 25 anni in manette. E’ accusato avere rapinato e ridotto in fin di vita una donna di 57 anni. Valentine Omwanta è ritenuto l’autore della violenta aggressione commessa a Valderice la notte tra il 30 e il 31 maggio scorso.

Il nigeriano  Valentine Omwanta è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Trapani, su disposizione della Procura diretta da Marcello Viola. I reati contestati sono quelli di rapina aggravata e lesioni gravi.

Le indagini del nucleo operativo della compagnia dei carabinieri, coordinate dai pm della Procura di Trapani Anna Trinchillo e Franco Belvisi, hanno consentito di rintracciare, con la determinante collaborazione di alcuni migranti, il giovane Valentine Omwanta che si trovava nella zona del Cara di Mineo dopo essere fuggito dal Centro di accoglienza straordinaria “Hotel Villa S. Andrea” a Valderice, poco distante dal luogo in cui è avvenuta l’aggressione. Valentine Omwanta è stato condotto nel carcere di “San Giuliano”, a disposizione del Gip che, al termine dell’interrogatorio di garanzia, ha convalidato il fermo, disponendo la misura della custodia cautelare in carcere.

Quella sera del 30 maggio, poco prima di mezzanotte, la donna, residente a Custonaci, aveva partecipato ad una festa organizzata dall’associazione culturale “Gli Amici della Casa del Poeta”, in via Enrico Toti, a Valderice.

La donna aveva deciso di rincasare prima per andare ad accudire l’anziana madre che abita nel suo stesso stabile. Nel tragitto verso la propria auto, una Renault Clio, parcheggiata non molto distante, era stata barbaramente aggredita con un violento colpo alla testa, picchiata, derubata dei propri effetti personali e lasciata in fin di vita in un piccolo campo recintato, a lato della strada, dove aveva trascorso, priva di sensi, l’intera nottata.

A lanciare l’allarme furono la madre, il marito ed i parenti, preoccupati del mancato rientro, insieme coi militari dell’Arma immediatamente avvisati, si erano messi alla ricerca della donna trovata dal marito priva di coscienza e con vistose ferite al viso, la mattina dopo, tra le sterpaglie. La sua borsa venne trovata poco distante senza il telefono cellulare e 50 euro dal borsellino.

Sin da subito, è scattata una intensa attività investigativa con i carabinieri e i magistrati che non hanno scartato alcuna ipotesi. La delicatezza e la complessità della vicenda ha richiesto l’intervento di personale specializzato del Ros di Palermo. Numerosi gli elementi di colpevolezza, compreso il telefonino sottratto alla vittima e venduto a un ospite del Cara di Mineo dove il nigeriano si era rifugiato. Fondamentale la collaborazione di alcuni ospiti della struttura di accoglienza valdericina che hanno segnalato l’allontanamento del sospettato e fornito dettagli sui suoi spostamenti.

Prove schiaccianti su Valentine Omwanta che ha anche confessato, affermando di aver agito sotto la minaccia di un altro uomo. Un particolare, questo, che non convince gli investigatori.

“Per la risoluzione del caso – ha detto il procuratore di Trapani Marcello Viola – è stata fondamentale la collaborazione degli ospiti del Cas di Valderice e di altri migranti che con le loro dichiarazioni e con precisi elementi, come gli spostamenti del giovane avvenuti la sera dell’aggressione e l’ allontanamento dal Centro, hanno consentito di ricostruire la vicenda. Siamo soddisfatti – ha aggiunto Viola – di avere assicurato alla giustizia il responsabile un atto criminale efferato che ha sconvolto l’intera comunità trapanese. Per fortuna la vittima è in via di ripresa”.