Donne Rom da Palermo portate al Cie, il Tribunale di Roma non convalida il fermo

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Tornano a Palermo, nella loro città, le quattro donne Rom che erano state fermate nei giorni scorsi, durante un blitz dei carabinieri nel campo nomadi del parco della Favorita, e successivamente portate al Cie di Ponte Galeria, a Roma. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma, che non ha convalidato il fermo. Nel corso dell’udienza di convalida, il giudice non ha infatti rinvenuto gli estremi perché queste donne restassero detenute in un centro di identificazione ed espulsione.

“La decisione del Tribunale di Roma, che non ha convalidato i decreti di espulsione di quattro cittadine palermitane Rom, conferma le forti perplessità che in tanti avevamo espresso sul provvedimento – dice il sindaco Leoluca Orlando -. Conferma anche la totale inadeguatezza normativa del nostro paese e denuncia quanto sia grave l’assenza di una legge sullo Ius Soli, così come di una adeguata protezione nazionale e internazionale per i cittadini di quegli Stati non più esistenti e degli apolidi. Il Tribunale di Roma ha bloccato quella che proprio il sindaco Orlando aveva definito come una “deportazione di cittadine nate e cresciute a Palermo o che a Palermo vivono da oltre vent’anni per essere sfuggite alla guerra nella ex Jugoslavia”.

Soddisfazione anche da parte della clinica legale per i diritti umani dell’Università di Palermo che aveva preso posizione assieme ad altre associazioni come Arci, Asgi, Adif e Forum Antirazzista. “Presto queste nostre concittadine – si legge nella nota – potranno tornare a casa e riabbracciare i loro figli, genitori, fratelli. Preziosa è stata l’azione di Tatiana Montella, legale che le ha difese, coadiuvata dalla collaborazione tra la clinica legale dell’Università di Palermo e la Clinica del diritto dell’immigrazione e della cittadinanza dell’Università di Roma Tre, nonché dall’intervento di Giulia Veca, consulente per le politiche Rom del Comune di Palermo.