E’ giallo a Palermo su Ninfa, la piccola mummia di bambina ritrovata al cimitero di Santa Maria dei Rotoli (Photogallery)

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E’ stata chiamata Ninfa, come una delle quattro sante patrone della città di Palermo, la piccola mummia di una bambina custodita da anni all’interno di un vecchio baule di legno dimenticato in un angolo della Sala Bonanno del cimitero di Santa Maria dei Rotoli a Palermo. La scoperta l’ha fatta il 4 dicembre scorso il direttore dello stesso camposanto, Cosimo De Roberto che ha già inviato un verbale di ritrovamento alla Procura della Repubblica, al Comune di Palermo e alla Soprintendenza ai Beni Culturali.

Su Ninfa c’è un fitto alone di mistero. Infatti, sembra dai racconti che ha appreso il direttore del cimitero da anziani dipendenti dello stesso che quel baule si troverebbe in quell’angolo del soppalco della sala dove fino a poco tempo fa venivano ospitate in deposito le bare in attesa di sepoltura, almeno dal 1999, quando fu depositata dall’allora parroco della chiesa dello stesso camposanto di Vergine Maria, don Giuseppe Calafiore.

Un racconto quello di Cosimo De Roberto raccolto dal giornalista Antonio Fiasconaro del quotidiano La Sicilia che ha pubblicato un ampio servizio nell’edizione di mercoledì 20 dicembre 2017. La mummia, all’interno del baule è adagiata su un materassino di raso color porpora ed è vestita con un abitino di colore oro. Ma il “giallo” si infittisce quando ai piedi della mummia è stato trovato anche un piccolo biglietto, un foglio di quaderno a quadri con scritto S. PROSPERO 25 SETTEMBRE 2017. Una coroncina di rose le cinge il capo e le manine sono ricoperte da guantini ricamati mentre i piedi da piccoli calzari fatti all’uncinetto.

Chi è Ninfa? Da dove viene? Perché si trova lì? E perché in tutti questi anni nessuno ha mai pensati di diffondere la notizia e di risolvere il caso. Sono interrogativi che non verranno sicuramente mai risolti. Anche il medico legale dell’Asp di Palermo che cura i servizi al cimitero monumentale della città, dopo una breve ispezione cadaverica avrebbe riferito al direttore che quella mummia potrebbe risalire alla fine del 1800 ai primi del Novecento. Intanto, la mummia sarà accuratamente studiata dal noto antropologo siciliano Dario Piombino Mascali, uno dei massimi esperti in Italia ed in Europa di mummie, conservatore tra l’altro di quelle che sono custodite nelle catacombe dei Cappuccini a Palermo.