
E’ un “golpe”, Totò Lentini dopo la sfiducia dei “suoi” replica puntando il dito pure contro Ardizzone. Non tarda ad arrivare la reazione del capogruppo Totò Lentini alla decisione di mercoledì di alcuni deputati di Sicilia Democratica per le riforme di sfiduciarlo come capogruppo ed eleggere il deputato Giambattista Coltraro.
Lentini parla di “golpe” all’interno del gruppo parlamentare e accusa il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone “di aver assunto determinazioni – modifica di rappresentanza legale del gruppo parlamentare di Sicilia Democratica per le riforme e adesione di Giuffrida al gruppo parlamentare – che sono andate ben oltre le proprie competenze e sono state dettate quantomeno da superficialità e scarsa competenza”.
Per Lentini bastava che il presidente dell’Ars “si attenesse al regolamento interno, per rendersi conto immediatamente che la nota inviata a firma dell’onorevole Coltraro era irricevibile”. Innanzi tutto perché “il verbale trasmesso da Coltraro, nella presunta qualità di nuovo capogruppo di un nuovo partito politico (Sicilia Democratica), era nullo sia perché invalida la convocazione, sia perché assunto in assenza di maggioranza”; in secondo luogo perché “la convocazione del gruppo parlamentare è prerogativa esclusiva del capogruppo e i deputati facenti parte del gruppo possono, in via straordinaria, fare richiesta al capogruppo di procedere alla convocazione di una riunione ove vi siano motivi urgenti. Richiesta mai pervenuta al capogruppo Lentini”.
Infine, sottolinea Lentini, perché “il regolamento dell’Ars riconosce la responsabilità legale, politica ed amministrativa del gruppo al capogruppo il quale risponde dell’operato dello stesso innanzi agli organi istituzionali e giurisdizionali sia civili che contabili”. Ardizzone quindi, “in assenza di una comunicazione formale da parte del capogruppo, e non prestando attenzione ad una nota del 7 ottobre a firma Lentini, avrebbe operato una scelta non coerente con la propria funzione super partes”.
Lentini, che ricorda di aver contribuito con il proprio voto all’elezione di Ardizzone, si aspettava dal presidente dell’Ars “un comportamento oggettivamente distaccato e di terzietà rispetto ai fatti. Penso che il sommo padre Dante, che di politica aveva buona esperienza – conclude – non esiterebbe a trovare per lui adeguata collocazione all’interno del 33esimo girone dell’Inferno tra i traditori dei benefattori”.
Pronta la controreplica di Ardizzone. “Spiace che l’onorevole Lentini si lasci andare a certe intemperanze, che non si addicono a un leader politico del suo livello. Mi consola, però, che abbia trovato il tempo di dedicarsi a ottime letture, che sicuramente gli torneranno utili nel suo nuovo ruolo”. Lo afferma il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, replicando al deputato Totò Lentini, che lo aveva accusato di non essere stato super partes in relazione alla modifica della rappresentanza legale del Gruppo parlamentare di Sicilia Democratica per le Riforme.






