Ecco chi sono i nuovi vertici della mafia “traditi” da un padrino troppo loquace

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settimo mineo

I nuovi vertici della mafia si erano ricostituiti da poco. La cupola sarebbe stata composta da tre padrini, Settimo Mineo, reggente del mandamento mafioso di Pagliarelli (nella foto), Filippo Bisconti, reggente del mandamento mafioso di Misilmeri – Belmonte Mezzagno e Gregorio Di Giovanni, reggente del clan Porta Nuova.

L’indagine dei carabinieri, coordinata dalla Dda guidata da Francesco Lo Voi e che ha portato questa mattina all’operazione Cupola 2.0,  ha svelato il tentativo di ricostituire la commissione provinciale ormai “in sonno” dai primi anni ’90.

La commissione sarebbe tornata a riunirsi, come emerge dalle intercettazioni, alla presenza di altri “vecchi di paese”, e cioè di reggenti di mandamenti mafiosi esterni a Palermo, il 29 maggio scorso. Mineo sarebbe stato il capo, “il soggetto di maggior autorevolezza che aveva preso la parola durante la riunione e aveva chiesto a tutti gli intervenuti il rispetto delle regole spiegandone i contenuti e le modalità di esecuzione”, scrivono i magistrati nel provvedimento di fermo.

A rivelare ruoli e dinamiche interne, non sapendo di essere intercettato, è stato il reggente del mandamento di Villabate Francesco Colletti che ha indicato tra i padrini che contano Di Giovanni, detto “Revuccio” e Bisconti.

“Si è fatta comunque una bella cosa.. per me è una bella cosa questa.. molto seria… molto…con bella gente.. bella! grande! gente di paese.. gente vecchi gente di ovunque”. Così Colletti diceva a proposito della rinata commissione provinciale di cosa nostra, ignaro di essere ascoltato in diretta dai carabinieri.

Colletti raccontava ai suoi interlocutori che, durante la riunione del 29 maggio scorso, con gli altri capi dei clan, era stato stabilito che i contatti “intermandamentali” dovevano essere mantenuti esclusivamente dai reggenti per cui, in caso di problemi sorti all’interno di un mandamento, non potevano in alcun modo intervenire uomini d’onore appartenenti ad altra zona.

“E una regola proprio la prima!… nessuno è autorizzato a poter parlare dentro la casa degli altri… siccome c’è un referente..”, diceva. Chi avesse violato la “norma” sarebbe stato allontanato dalla propria “famiglia” di appartenenza.

“Dice basta che tu mi vieni qua da me e mi dici ‘lo sai è venuto uno ed è venuto a fare discorsi a Villabate… appena finiamo viene convocato… dal suo…e viene messo fuori perché ci spieghiamo le regole e non le vogliono capire… e allora prendiamo e lo mettiamo fuori subito”. Il blitz di questa mattina ha tagliato la testa della piovra prima che allargasse troppo i suoi tentacoli. (Foto di Igor Petyx)