Elezioni amministrative: domenica 28 si vota in 34 comuni siciliani

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amministrative 2018 in sicilia

Siciliani al voto domenica prossima e per 7 dei 34 comuni, quelli che superano i 15 mila abitanti, le urne potrebbero riaprirsi anche il 12 maggio. Per quella data è previsto infatti il turno di ballottaggio. La soglia per evitare il secondo turno è fissata al 40 per cento. In quell’occasione la sfida sarà tra i due candidati che raccoglieranno il maggiore numero di preferenze.

Nelle restanti cittadine, con meno di 15 mila abitanti, vince già al primo turno il candidato che otterrà più voti. Le urne saranno aperte dalle 7 alle 23. Gli elettori dovranno presentarsi al seggio con un documento d’identità valido e la tessera elettorale. Coloro che avessero smarrito la tessera potranno richiederla all’Ufficio elettorale del proprio comune di residenza. Ma come si potrà esprimere la propria preferenza? L’elettore può votare un candidato sindaco e una lista collegata; può votare una lista ed in questo caso la sua preferenza si estende al candidato sindaco collegato; o ancora solo votare un candidato sindaco, ma in questo caso la sua scelta non si estende alla lista o alle liste che lo sostengono.

Le elezioni amministrative siciliane del 28 aprile rappresentano l’ultimo test elettorale prima delle Europee di maggio. Sarà l’occasione per ottenere un’immagine nitida sulla tenuta delle coalizioni ad un mese dal voto europeo. La lettura dell’esito delle urne dall’unico capoluogo chiamato a rinnovare i propri organi, Caltanissetta, potrebbe fornire spunti interessanti da analizzare pure a Roma. La città ambisce a divenire laboratorio per il Movimento 5 stelle.

D’altronde, il capoluogo nisseno è da sempre al centro delle dinamiche grilline siciliane: nisseno è il leader pentastellato Giancarlo Cancelleri, vicepresidente dell’Ars; ed un anno e mezzo fa la città fu scelta quale quartier generale e “centro di manovra” in occasione del voto regionale. Nel capoluogo posizionato nel cuore della Sicilia verrà infranto quello che è sempre stato un antichissimo tabù per il movimento: il tema delle alleanze.

Città non capoluogo, con una popolazione di qualche decina di migliaia di abitanti, ma allo stesso modo teatro di sfide significative. La mappa della Sicilia al voto racconta di cittadine di media grandezza all’appuntamento di domenica con il rinnovo degli organi amministrativi; attese per gli esiti che usciranno dalle urne in comuni poco conosciuti oltre lo Stretto ma certamente decisivi nel quadro regionale.

La provincia siciliana con il maggiore numero di sfide elettorali è Messina. Anche se nessuna tra le competizioni previste, per via del numero esiguo di votanti, può essere realmente considerata di rilievo. Alle urne saranno chiamati gli abitanti di Brolo, Condrò, Forza D’Agrò, Leni, Longi, Mandanaci, Oliveri, Rometta, Spadafora, Tortorici.

Se si vogliono trovare sfide interessanti allora bisogna andare nel Palermitano dove andranno al voto Bagheria e Monreale. Cittadini chiamati ad esprimere la propria preferenza pure a Bompietro, Borgetto, Cinisi e Roccamena.

A Bagheria in cinque si contendono l’eredità lasciata dal sindaco penstastellato Patrizio Cinque. Aspira alla continuità la collega di partito Romina Aiello, 31 anni, attivista del M5s da sempre in prima linea. Il centrodestra punta su Gino Di Stefano, geometra di 45 anni, sul cui nome è stato trovato l’accordo di Forza Italia, Lega e Diventerà Bellissima. Sostegno trasversale da Fratelli d’Italia fino al Pd per Filippo Tripoli. L’area progressista è divisa su due nomi: Alessandra Iannì e Antonio Belvedere. (ITALPRESS)