Elezioni amministrative in oltre 30 comuni siciliani: si vota il 28 aprile

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Le elezioni amministrative in Sicilia si terranno domenica 28 aprile, così ha stabilito il Governo regionale. Dopo le ultime elezioni comunali di novembre, che hanno visto Corleone e Palazzo Adriano al voto, il prossimo 28 aprile toccherà ad oltre trenta comuni, compresi un capoluogo di provincia come Caltanissetta, ma anche città  importanti e significative come Gela, Mazara del Vallo, Bagheria e Monreale.

Ballottaggi il 12 maggio. Niente urne a Castelvetrano, comune sciolto per mafia. I Comuni interessati alle consultazioni sono: Bagheria, Bompietro, Cinisi, Monreale, Roccamena, nel Palermitano; Aci Castello, Motta Sant’Anastasia, Ragalna e Zafferana, nel Catanese; Brolo, Condrò, Forza d’Agrò, Leni, Mandanici, Mistretta, Oliveri, Rometta, Spadafora e Tortorici, nel Messinese; Alessandria della Rocca, Caltabellotta, Naro, Santa Elisabetta, nell’Agrigentino; Caltanissetta, Gela, Mazzarino, San Cataldo, nel Nisseno; Aidone nell’Ennese; Pachino nel Siracusano; Calatafimi-Segesta, Mazara del Vallo, Salaparuta e Salemi, nel Trapanese. Per i Liberi consorzi, le elezioni di secondo grado sono fissate per il 30 giugno.

“La data del 28 aprile, individuata dal Governo per le prossime elezioni amministrative nell’Isola, è stata una scelta obbligata dalla decisione del Parlamento siciliano. Nella legge regionale, che consentirà finalmente alle ex Province di tornare al voto, dopo anni di continui commissariamenti, infatti, è stato previsto che il rinnovo dei sindaci e dei Consigli comunali fosse antecedente a questa consultazione – dice l’assessore regionale alle Autonomie locali Bernardette Grasso -. Visto che a fine maggio si voterà anche per il Parlamento europeo, quindi, non c’erano altre possibilità. L’ipotesi di un election day tra amministrative ed europee non era praticabile perché avrebbe fatto slittare le elezioni di Città metropolitane e Liberi consorzi dei Comuni a dopo il 30 giugno, costringendoci all’ennesima norma di proroga dei commissari straordinari e quindi con ulteriori costi per gli Enti locali”, conclude Grasso.

“La paura fa novanta, anche all’Ars. La mossa del presidente Musumeci di anticipare le elezioni amministrative in Sicilia al 28 aprile, ovvero un mese prima delle elezioni europee previste per il 26 maggio, è dettata dalla preoccupazione che la Lega possa fare il pieno di consensi alle urne sia di rappresentanti a Bruxelles, ormai questo è fuor di dubbio, sia di sindaci e i consiglieri comunali nei quaranta comuni dell’Isola al voto. E allora il governatore siciliano cosa fa: cerca di correre ai ripari con manovre tipiche da vecchia politica, che fra l’altro hanno costi non indifferenti per il bilancio già esangue della Regione. Ma i siciliani non cadranno in trappola e premieranno la Lega guidata da Matteo Salvini anche alle elezioni amministrative”. Lo dichiarano Igor Gelarda e Fabio Cantarella, responsabili regionali enti locali del Carroccio.

“Mentre la Sicilia arranca, la Regione siciliana decide di buttare centinaia di migliaia di euro non accorpando le elezioni amministrative con le elezioni europee. Uno scherzetto che ci costerà quasi un milione di euro. Musumeci si vergogni”, tuona il deputato europeo del Movimento 5 stelle Ignazio Corrao. Una scelta “illogica”, ma se l’intenzione “e’ quella di abbassare il quorum per monitorare il voto delle amministrative e influenzare le successive elezioni europee allora la logica c’è eccome, ma è una logica assolutamente clientelare, da stigmatizzare e che ha in ogni caso un costo bello pesante per i cittadini”. Una “follia insomma, “tra primo turno di amministrative il 28 aprile, i ballottaggi fissati da Musumeci per il 12 maggio e le elezioni europee in programma il 26 dello stesso mese”, conclude Corrao.