Elezioni europee: Forza Italia implode in Sicilia, Pogliese e Catanoso lasciano

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La presentazione delle liste di Forza Italia per le prossime elezioni europee, causa una netta frattura all’interno del partito in Sicilia con dimissioni e malumori. L’ufficializzazione delle candidature da parte di Gianfranco Micicchè nel pomeriggio con la lista guidata da Silvio Berlusconi (capolista) e composta da Gabriella Giammanco, Salvatore Cicu, Gabriella Greco, Giuseppe Milazzo, Giorgia Iacolino, Saverio Romano e Dafne Musolino e soprattutto l’assenza di Giovanni La Via, è la causa del terremoto in corso che era stato preannunciato la scorsa settimana con “scosse” di avvertimento, quando si doveva cercare la giusta alchimia cercando di lasciare spazio ai rappresentanti di tutti i territori.

Impresa non riuscita, viste le dimissioni dal partito che sono arrivate in serata. Lo ha fatto Basilio Catanoso (vice coordinatore regionale) e lo ha fatto anche il sindaco di Catania, Salvo Pogliese. “Come avevo già capito a inizio marzo, quando ho comunicato che non vi erano le condizioni per una mia candidatura in Forza Italia alle europee, oggi ribadisco che quella mia scelta si e’ rivelata lungimirante”, scrive Catanoso nella sua lettera di dimissioni.

“Forza Italia non è più in grado di esprimere una linea politica chiara, sicura, in linea con il mio, il nostro percorso e coerente con la linea politica che contribuì nel 2008 alla costituzione del PdL (il soggetto nato dalla fusione di Fi, di An e delle altre energie che sognavano una grande forza del centrodestra italiano). La grave confusione delle ultime ore – aggiunge Catanoso – ne è solo l’ennesima dimostrazione; assistiamo al declino di una grande forza politica passata dal rappresentare le istanze della maggioranza degli italiani a essere “nave senza nocchiero in gran tempesta”, senza un progetto, senza una linea politica, non più capace di fare sintesi fra anime diverse e così presentarsi al popolo in maniera autentica e credibile, in modo da poterlo rappresentare. Mi dispiace per il presidente Berlusconi, che ha rappresentato e continua, a mio giudizio, a rappresentare per l’Italia una certezza, per il suo spirito di sacrificio a servizio del Paese, e ancora mi dispiace per tutti coloro che, dirigenti e militanti, si sono impegnati in buona fede in Forza Italia lottando per le proprie idee; prendo così atto che oggi Forza Italia abdica al proprio ruolo e al progetto politico che doveva incarnare, caduto questo in secondo piano rispetto a faide interne e a strategie di potere”.

“Spinto anche da tanti amici che condividono questo pensiero, rimaniamo nell’agone politico: abbiamo coerentemente voluto evitare decisioni affrettate, per far comprendere le motivazioni profonde della scelta e per dimostrare che la nostra prima preoccupazione non è certo quella di rivendicare posizioni ma piuttosto di dare voce alle idee per cui ci siamo sempre battuti”, conclude Catanoso.

“La decisione di impedire che il territorio metropolitano di Catania avesse una rappresentanza nella lista di Forza Italia alle Europee, rappresenta l’ennesima conferma dell’inadeguatezza della guida politica del partito in Sicilia”, attacca Pogliese che si è anche dimesso da ogni incarico di partito. “Un’offesa al lavoro di una classe dirigente che a Catania ha conquistato le percentuali più alte d’Italia sia alle elezioni politiche del marzo 2018 che alle ultime elezioni comunali, laddove si è attestata al 27% dei consensi, eleggendo al primo turno il sindaco, l’unico di Forza Italia in tutta Italia di un comune metropolitano. Ma è ormai evidente che troppe cose ci dividono da Micciché e dalle sue estemporanee sortite”, aggiunge.

Cerca una mediazione l’assessore Marco Falcone. “Mi rendo conto che in questi ultimi tempi qualcosa non ha funzionato, e serve al partito nuovo slancio, nuovo entusiasmo ed energie capaci di catalizzare professionalità e competenze. Gli elettori, però, ci chiedono anche prova di comunione d’intenti e di una strategia condivisa che faccia guardare a Forza Italia come elemento collante di un centrodestra plurale e arioso. Quella, cioè, che di fatto è stata la grande intuizione del presidente Berlusconi. Noi abbiamo il dovere di costruire questo soggetto politico, interpretando il nuovo sentire comune del Paese, e possiamo farlo solo dall’interno, magari ripartendo da una dialettica sostenuta. Pur comprendendo l’amarezza del mio amico Salvo Pogliese, punto di riferimento di una significativa area politica – spiega il titolare delle Infrastrutture – al contempo però dico: sforziamoci di trovare le ragioni dello stare insieme. Per vincere la sfida del rilancio di un centrodestra plurale, ancorato ai territori e ai principi del buongoverno che, a Catania cosi’ come a Palermo, stiamo gia’ mettendo in atto. La lista per le Europee, capeggiata da Silvio Berlusconi, rappresenta il giusto equilibrio fra identità, radicamento e qualità”.

Lascia Forza Italia anche il sindaco di Biancavilla

“E’ chiaro che non possiamo più far parte di un partito che all’Ars, attraverso il suo presidente Miccichè, intende mantenere un privilegio indifendibile come quello dei vitalizi; di un partito che, per l’ennesima volta, ha messo all’angolo un gruppo che ha sempre lavorato con profondo spirito di squadra ottenendo una moltitudine di consensi tra una moltitudine di cittadini; di un partito che non guarda al ricambio generazionale e al merito; di un partito che, nella scelta delle candidature alle imminenti Europee, ha compiuto l’ennesima angheria. Lasciamo il partito di Forza Italia che oggi, in Sicilia, è in mano a tiranni senza alcuna lungimiranza”. Lo dice il sindaco di Biancavilla, in provincia di Catania, Antonio Bonanno. “Assieme al nostro riferimento, Salvo Pogliese, decideremo quale scelta politica intraprendere coerentemente con i nostri valori, con la nostra passione e la nostra voglia di confrontarci con la tanta gente che ci chiede – quotidianamente – di non rimanere inermi. Per essere riferimento identitario del nostro territorio e della nostra Sicilia”, conclude.