Elezioni regionali, Giorgia Meloni chiede a Berlusconi di incontrare Musumeci ma Miccichè vuole Armao

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L’incontro tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Miccichè accompagnato dall’autonomista Gaetano Armao – che è piaciuto molto al grande capo azzurro per il suo progetto di radunare imprenditori e esponenti della società civile – per capire Forza Italia su quale candidato deve convergere per le prossime elezioni regionali del 5 novembre non ha sortito effetti concreti. Nemmeno l’intervento del Cavaliere è riuscito a sbrogliare l’impasse che da settimane impedisce la scelta del candidato alla presidenza della Sicilia.

L’esito del vertice di Arcore aveva fatto ben sperare quanti, dentro Forza Italia e nell’area centrista, tifavano per un riavvicinamento tra gli azzurri e area popolare. A sentire infatti gli uomini di Miccichè, l’intesa con il leader di Ap sarebbe ad un passo. Proprio Berlusconi, per tentare evitare una divisione del centrodestra che renderebbe più difficile avere chance di vittoria, ha deciso di sondare in prima persona Alfano e poi di sentire il resto degli alleati. Non è la prima volta che i due si sentono ed il Cavaliere, raccontano, avrebbe provato in tutti i modi a convincere il leader di Ap a trovare un’intesa per la Sicilia anche su un nome proposto dagli stessi centristi.

Un’offerta che non basta al ministro degli Esteri convinto che la partita siciliana debba essere solo una parte di un quadro più generale di alleanze. Una frenata all’entusiasmo di Miccichè e che invece torna a far sperare il partito democratico. Alfano ha sentito Lorenzo Guerini che segue da vicino tutta la partita siciliana. Che il titolare della Farnesina prima di decidere debba fare i conti con le diverse anime del partito non è più un mistero e che tutti non vogliano tornare con il Cavaliere lo dimostra l’annuncio fatto da Pier Ferdinando Casini a Scicli che ha fatto una rosa di tre nomi  – D’Alia, Misuraca e La Via – come possibili candidati alla guida della regione con una coalizione “tra moderati e progressisti”.

Una fuga in avanti (pare che lo stesso Alfano si sia irritato) che non è piaciuta a chi dentro Ap lavora invece per un accordo con il Cavaliere, tanto che a frenare sull’intesa già raggiunta con i dem ci pensa il coordinatore regionale e big del partito, Giuseppe Castiglione. Insomma: nulla ancora di deciso tanto che da Arcore comunque ogni strada resta aperta, anche quella di convergere su Nello Musumeci. A non scartare ancora l’ipotesi è la richiesta fatta da Giorgia Meloni in una telefonata proprio con il Cavaliere. La leader di Fdi, che aveva sentito anche Salvini, ha ribadito all’ex premier l’indisponibilità ad un’intesa con Alfano: “Serve una coalizione seria e credibile”, spiega Meloni che al telefono con Arcore ha inoltre ribadito il suo sostegno a Musumeci, l’unica candidatura che può portare il centrodestra alla vittoria.

Nel corso della telefonata, ha spiegato Giorgia Meloni, “ho tenuto a ribadire a Berlusconi la posizione di Fratelli d’Italia: in Sicilia come a livello nazionale vogliamo vincere con una coalizione seria e credibile. FdI non è alleabile con il partito di Alfano ma rimandiamo al candidato presidente ogni scelta su possibili proposte politiche civiche di ispirazione sul modello di quanto è accaduto in Liguria”. Meloni ha conferma quindi che l’unico candidato possibile “in grado di vincere in Sicilia è Nello Musumeci, persona competente, capace e onesta. E gli ho proposto di incontrarlo nella speranza che anche Forza Italia possa confluire su questa candidatura”. Il leader di Fi ha ascoltato e, da buon federatore, si è preso del tempo per pensarci. A Giorgia Meloni il Cavaliere ha promesso: “Ci rivediamo a settembre”.

Lo scenario è molto complesso nessuno vuole arrivare a una spaccatura considerato il seguito personale che ha Nello Musumeci in Sicilia. Un bottino di voti che potrebbe fare la differenza. Così come nessuno intende perdere il bottino di voti di Alfano, che è stimato attorno al 10 per cento. La verità è che tra Musumeci e uno dei tre candidati centristi prospettati da Casini, Miccichè avrebbe prospettato la soluzione Gaetano Armao, uomo a cui Angelino non saprebbe dire di no. Berlusconi, che sulla Sicilia dunque ha preso tempo, punta soprattutto a mantenere il centrodestra unito, perché uniti si vince, ha ribadito ai suoi, e perché sarebbe un buon viatico anche per le politiche del 2018. (rg/Ansa/LaPresse)