Elezioni regionali: il candidato del centrosinistra sarà di Alfano, Forza Italia tra Armao e Musumeci

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gaetano armao

I giochi ormai sembrano quasi fatti, il candidato alle prossime elezioni regionali del 5 novembre per il centrosinistra sarà un centrista alfaniano, in pista Giovanni La Via, Dore Misuraca su tutti. Angelino non lascia il centrosinistra e non rinnega l’accordo nazionale con il Partito democratico che lo ha reso ministro dell’Interno prima e degli Esteri poi.

A rivelare che siamo in dirittura d’arrivo è una nota di Gianfranco Miccichè. “Angelino Alfano sta chiudendo l’accordo con il centrosinistra. Dopo l’ennesimo stop di ieri di Giorgia Meloni non ci proverò più. Basta. Alfano, per quanto mi riguarda, si è comportato correttamente: aveva aspettato le nostre mosse e l’incontro di ieri con Silvio Berlusconi che aveva detto sì alla mia proposta di allargare ad Ap. Sono il regista di una operazione che non è riuscita”. Sono queste le parole all’agenzia ITALPRESS del leader di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Miccichè, probabilmente abbastanza infastidito sia dal fatto che l’operazione non gli è riuscita, ma anche dalla situazione in cui trova adesso.

Situazione, dunque, abbastanza delineata: se Angelino Alfano si alleerà con il Pd in Sicilia, al centrodestra non resterà che convergere su Nello Musumeci, come vogliono Fratelli d’Italia e Lega, o scommettere sul candidato civico Gaetano Armao; e non è un mistero che Miccichè punta di tutto e di più sul professore Armao, tra i più noti e attivi oppositori extraparlamentari del governo Crocetta. “La soluzione-Musumeci è ancora in piedi, non essendoci più il problema dell’allargamento”, ad Alternativa Popolare di Angelino Alfano. Ma “anche l’ipotesi Armao non è esclusa”, conferma Gianfranco Miccichè.

“Nel corso di una riunione in programma per venerdì mattina alle 11 – dice Miccichè – ne parleremo con tutti i deputati regionali e nazionali di Forza Italia”. Una riunione per tirare le somme e cercare di sanare i maldipancia interni al partito, che risulta diviso sul candidato-governatore in assenza di una linea chiara. Decisivo sarà il parere di Silvio Berlusconi, che per sciogliere la riserva attende l’esito dei sondaggi commissionati ad Alessandra Ghisleri proprio sull’appeal dei due contendenti in campo.

Candidato centrista alla presidenza della Regione siciliana e intesa per le politiche con un’alleanza di coalizione se la legge elettorale dovesse rimanere quella attuale: sono due dei punti chiave dell’accordo su cui stanno lavorando il Pd e Ap di Angelino Alfano. “Il dialogo è molto avanzato”, dice all’ANSA il sottosegretario e coordinatore di Ap in Sicilia, Giuseppe Castiglione. “L’accordo non è ancora chiuso, ma il confronto è positivo”, aggiunge Castiglione.

Trattative in “fase abbastanza avanzata”, ma al momento “nessun accordo già chiuso”. Francesco Cascio, co-coordinatore siciliano di Ap insieme con il sottosegretario Giuseppe Castiglione, conferma “l’interlocuzione fitta” tra gli alfaniani e il Partito democratico ma esclude categoricamente che l’intesa sia già cosa fatta. “Alfano ha il diritto/dovere di convocare il gruppo dirigente del partito – dice all’Adnkronos -, c’è una pattuglia di 16 parlamentari tra regionali e nazionali e nessuna decisione che riguarda le elezioni nell’Isola può essere presa senza il sigillo del direttivo”. “Ritengo generoso il tentativo di Gianfranco Miccichè di costruire in Sicilia un’alleanza sul modello del Ppe europeo ma la presenza di Salvini, da cui siamo molto distanti, ne impedisce la realizzazione”, chiarisce Castiglione, commentando con l’ANSA l’iniziativa del commissario siciliano di Forza Italia, di trovare un’intesa con Ap di Alfano per le regionali di novembre.

Il faccia a faccia tra il ministro degli Esteri e deputati e big del partito dovrebbe tenersi in settimana in Sicilia. Ma per l’ufficializzazione dell’intesa potrebbe essere necessario aspettare fino a ferragosto, a meno di accelerazioni improvvise. D’altra parte la “gravità” della situazione in Sicilia merita una riflessione attenta. “L’Isola ha accumulato deficit strutturali e debiti che richiedono un governo forte e autorevole – spiega l’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana -. La Sicilia non può permettersi governicchi”. Soprattutto dopo i 5 anni di governo targato Crocetta. “E’ stato un pessimo presidente senza maggioranza per due anni, poi ha imbarcato vari transfughi, anche del nostro partito, e a tirato a campare”.

“Alfano oggi considera Nello Musumeci un candidato non accettabile e troppo di destra per dialogare con lui. Cos’è cambiato rispetto al 2012? Basta leggere le agenzie stampa di quel periodo, quando Alfano faceva una convinta campagna elettorale per lui, esaltandone le doti”, ha detto all’Italpress il senatore di Forza Italia, Renato Schifani, a proposito dell’accordo che Alternativa popolare avrebbe già chiuso con il centrosinistra.

“Il voto in Sicilia ha sempre avuto un valore rilevante e proprio per questo le scelte pesano non solo sul piano locale ma anche nazionale. Per quel che riguarda Ap e le altre formazioni di centro, Berlusconi deve chiarire se vuole davvero, a Palermo come a Roma, un’aggregazione che abbia, senza i rancori del passato, il terreno comune nel Ppe”. Lo dice, in un’intervista a Il Mattino, il deputato di Ap Fabrizio Cicchitto. “Se invece, come sembra, Berlusconi intende mantenere un rapporto con Meloni e Salvini e privilegiare un’intesa a livello nazionale con Fdi e Lega è evidente che noi non ci saremo”, aggiunge il presidente della commissione Esteri di Montecitorio.