Elezioni regionali, il centrosinistra si fa in tre, alfaniani in crisi

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fabrizio micari

Mentre il centrodestra siciliano si compatta su Nello Musumeci, nel centrosinistra restano aperte tutte le crepe che dividono le varie componenti. Dentro il Partito democratico le acque restano agitate e c’è da capire come risolvere la grana Rosario Crocetta ed evitare la rottura, vista la richiesta del governatore uscente di celebrare le primarie il 17 settembre.

Il presidente della Regione ha ribadito la posizione anche oggi con un appello ai partiti del centrosinistra. Crocetta non ha digerito la proposta del candidato “civico”, indicata da Leoluca Orlando, ricaduta sul rettore dell’università di Palermo Fabrizio Micari, blindato da Renzi, nel tentativo, poi naufragato, di costruire una coalizione di campo largo formata da democratici, centristi di Ap, Si e Md senza passare dai gazebo.

Ma “di coalizioni e accordi con gli uomini di Alfano, di certo – dicono da Sinistra Italiana – non si discute; primarie o non primarie poco cambia”. Concetto ribadito di fatto da Bersani. “Noi costruiamo la sinistra, Alfano è altro” ha detto il leader di Mdp a Marina di Pietrasanta (Lucca), convinto com’è che “la sinistra è in costruzione e non in frantumi”.

Non a caso, nell’Isola, i partiti alla sinistra del Pd correranno con una sola lista e dovrebbero chiudere lunedì dopo l’assemblea regionale di Si, sul nome di Claudio Fava, vice presidente dell’Antimafia e indicato dai bersaniani di Mdp.

Problemi, e tanti, anche per Angelino Alfano, che  ha incontrato i suoi per discutere di liste e programmi. Si è deciso di aspettare cosa farà il Pd, che a breve dovrà confermare il sostegno a Micari. Di alleanze in Sicilia, però, il ministro degli Esteri è tornato a parlare anche oggi, ridimensionandone il calibro. “Saranno alleanze con un programma sulla Sicilia – ha osservato Alfano- non sono alleanze nazionali. Il tema non si pone perché dipende tutto dalle legge elettorale. Puo’ esserci una legge elettorale che non prevede alleanze come oggi l’Italicum”.

I bene informati riferiscono di un dibattito molto acceso dentro l’ex Nuovo centrodestra, con alcuni alfaniani sul piede di guerra e pronti ad uscire dopo la formalizzazione dell’intesa con il Pd e la concomitante raggiunta unità su Musumeci in campo opposto. Tra i più agitati Francesco Cascio, riottoso nell’appoggiare un candidato non centrista ma di fatto suggerito da Orlando e Renzi, e Piero Alongi, che molti danno in navigazione verso il centrodestra per approdare sulla sponda dell’Udc di Cesa.