Elezioni Sicilia: D’Alema a Capo d’Orlando “benedice” la candidatura a presidente di Claudio Fava

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Per “battezzare” la candidatura di Claudio Fava, vice presidente della Commissione nazionale Antimafia, a governatore della Sicilia in vista delle elezioni del prossimo 5 novembre, sarà Massimo D’Alema. L’occasione è una iniziativa i Art.1-Mdp in programma a Capo d’Orlando, nel Messinese, giovedì 7. Per quel giorno è fissata la prima uscita da candidato governatore in Sicilia per Fava. L’assemblea di domenica 10 n(luogo ancora da stabilire), poi, sarà il momento dei partiti della Sinistra che ufficialmente investiranno Claudio Fava, il quale gode dell’appoggio di tutta la la Sinistra. Nelle ultime ore è arrivato anche il via libera da Rifondazione comunista che aveva sostenuto Ottavio Navarra, il quale si è ritirato schierandosi con il vice presidente dell’Antimafia.

“Non ho cercato io questa candidatura. Non mi sono proposto. Me l’hanno chiesto sulla soglia di un bivio. Accettare di essere gli inutili Ascari nella coalizione con Alfano; oppure andare da soli, provando a cercare un voto largo, vasto, libero e d’opinione: tutto, tranne che di testimonianza. Avrei potuto rifiutare, per molte buone ragioni di convenienza personale e politica. Per evitare gli sfottò, i risentimenti, le analisi del sangue, le preoccupazioni. E invece non mi tiro indietro”, scrive su Facebook, Claudio Fava.

“Ho messo nel conto tutto – scrive Fava -. Lo sfottò, prevedibile, sulla mia residenza (cambiata!). Il risentimento – così, a prescindere – di qualche vecchio compagno malmostoso. L’analisi del sangue di quelli per cui Fava “non è abbastanza” oppure “è troppo”. La preoccupazione (questa sì, autentica) di chi mi vuol bene e sente in questa campagna elettorale molte fatiche, molte insidie, molta asprezza. Ho messo nel conto tutto: tranne la rassegnazione”.

“L’idea cioè che questa Sicilia debba rimanere sempre e solo luogo smarrito, colonia svenduta, terra di risulta. E che non meriti nemmeno una disobbedienza, un gesto di coerenza, l’azzardo di una sfida”, aggiunge. E ancora: “Da quando ho cominciato a fare politica a fianco di Leoluca Orlando (è lui che ai tempi della Rete m’insegnò il primato della coerenza, qualunque fosse il prezzo da pagare) ho sempre saputo che questa è una terra appassionata e ingrata”.

“Verrebbe voglia di dire basta, vero? Arare, seminare: per chi? Per cosa? Leggo perfino un florilegio di post dove anche la vita e la morte di Giuseppe Fava – prosegue Claudio – diventano gioco di parole oscene, il ricamo di miserabili calunnie perché tutto è lecito quando c’è da sputare sul candidato. Ripeto la domanda: che si fa, allora? Tutti con Alfano? Facciamo i puri e gli incazzati e ce ne restiamo felicemente al balcone di casa? Aspettiamo che qualcuno faccia un passo avanti e subito gli spariamo sui piedi? Oppure pensiamo solo a ciò che ci conviene? Ai costi e ai profitti? A non scontentare nessuno? Ecco come stanno le cose: a me non conviene candidarmi ma lo faccio lo stesso. Non per fare la guardia alla bandiera – sostiene Fava – ma per andare a cercare anime libere oltre l’ombra di ogni bandiera. E lo farò assieme a Ottavio Navarra, un antico amico e compagno di cento battaglie”.

“L’asse centrale che caratterizzerà la campagna elettorale della lista unitaria di sinistra è l’alternativa al Pd, alle sue alleanze, ai poli politici esistenti, al loro sistema di potere, ai tanti trasformismi che caratterizzano la vita politica siciliana – dice la nota del Partito della Rifondazione comunista nella quaale si ringraziano Fava e Navarra per aver lavorato a favore dell’unità della Sinistra -. Esprimiamo forte apprezzamento per l’impegno assunto ad affidare l’insieme del percorso e il suo esito positivo al pronunciamento democratico di tutti i soggetti, singoli e associati, che aderiscono alla lista unitaria della sinistra alternativa al Pd, chiamati ad esprimersi nell’assemblea del 10 settembre”. (ANSA)