Elezioni Sicilia, Giorgia Meloni: “Se Musumeci dovesse vincere le elezioni, sarebbe un segnale”

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Giorgia Meloni

“Quello che accadrà in Sicilia il 5 novembre sarà una spia di quanto accadrà in Italia. Ma non so se potrà darci un’idea precisa di come andranno le Politiche. Penso però che, come speriamo e crediamo, se Musumeci dovesse vincere le elezioni, sarebbe sicuramente un segnale, vorrebbe dire che il centrodestra vince se è compatto, e vince se è compatto su una proposta coraggiosa”. Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, ospite di un forum dell’agenzia Italpress e a Palermo, accompagnata dal coordinatore regionale Giampiero Cannella, per un tour elettorale che la vedrà in diverse città della Sicilia occidentale.

Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e il candidato dei Cinquestelle a Palazzo d’Orleans, Giancarlo Cancelleri, hanno invocato l’intervento dell’Osce per garantire il voto nell’Isola. “E’ scandaloso”, ha affermato Meloni, ricordando che “l’Osce è intervenuta in Kosovo, dove c’era guerra. Per questo non accetto che in Sicilia si invochi l’intervento degli osservatori stranieri per celebrare le elezioni. Non credo che la Sicilia sia il terzo mondo, c’è una democrazia evoluta, ci sono tutti gli elementi per la garanzia del voto”.

E a proposito dei Cinque stelle, Meloni ha ricordato che “sono romana e quindi posso testimoniare il rischio che si corre quando si scelgono rappresentanti su requisiti presunti che in realtà sono prerequisiti, come l’onestà. Il requisito è avere visione, coerenza. Di Battista, parlando della giunta Raggi a Roma, ha detto “stiamo facendo esperienza”; gli rispondo che se vuoi fare tirocinio non lo fai da sindaco, ma al limite da consigliere comunale. Se hai competenze ti candidi, altrimenti no. Non mi pare che in Sicilia i cinque stelle siano diversi: Musumeci è sicuramente onesto e ha anche un’esperienza, visto che ha amministrato. I Cinque Stelle non hanno né competenze né visione: io aspetto da anni di leggere un loro programma. Non c’è nulla se non la rincorsa dei big data”.

“Non dobbiamo guardare alle elezioni regionali pensando a cosa avviene dopo – ha continuato Giorgia Meloni – dobbiamo restituire speranza e dignità a un’Isola massacrata dalla peggiore stagione politica all’Ars, dobbiamo occuparci dei siciliani”, perché “l’Italia si occupa di tutto tranne che dei cittadini, e anche in Sicilia si vive il paradosso per cui si pensa di risolvere qualsiasi problema con gli immigrati. Non si fanno più figli? Che problema c’è? li fanno gli immigrati, facciamoli entrare tutti. Le persone dopo il 5 novembre – ha continuato  la leader di FdI – si aspettano chiarezza, è meglio essere di meno ma essere più credibili, no alla melassa, no al “carichiamoci tutti”, anche chi era dall’altra parte”.

“La prima casa è un bene sacro, non è tassabile e non è pignorabile: si deve abbassare la tassazione”, ha detto Giorgia Meloni. “Si è intervenuti più volte sul tema, hanno fatto il gioco delle tre carte e sempre 30 miliardi ci hanno tirato fuori tra prima e seconda casa. L’hanno chiamata in tanti modi, Imu, Ici, ma alla fine lo Stato italiano fa cassa sulla casa e secondo me non è giusto”.

Ma dopo le elezioni di novembre, se dovesse vincere Musumeci, ci sarebbe un rischio di tenuta della coalizione di centrodestra? “Non posso garantire per gli altri, ma per noi sì: più saranno i nostri deputati all’Ars e meno saranno per Musumeci i tira e molla. Il nostro sarà un gruppo fedele dall’inizio alla fine a Nello. Ho investito molto sulla coerenza, anche se non penso sia molto redditizia, ma per me non si può cambiare in corso d’opera – ha concluso Giorgia Meloni -. Mi piacerebbe dare a Musumeci, con la nostra lista civica, un gruppo regionale del quale lui si possa fidare dal primo all’ultimo giorno. Si sappia, in Sicilia, e sappiano i cittadini siciliani, che se votano per la lista Musumeci presidente, l’impegno è che tutti i nostri deputati rimarranno dalla stessa parte. Dal primo all’ultimo giorno di legislatura”.

“Il Pd usa le Istituzioni a suo uso e consumo. E’ indecente che a ridosso delle elezioni il ministro delle Infrastrutture Delrio sia venuto in Sicilia per annunciare, insieme col candidato presidente del Pd, un piano di investimenti in infrastrutture per 5 miliardi di euro. Ecco il rispetto del Pd per gli italiani: stanno al governo abusivamente e senza essere stati votati da nessuno, per anni non fanno assolutamente nulla se non aiutare lobby e poteri forti, in piena campagna elettorale mandano i loro ministri a presentare progetti che finanziano con i soldi di tutti gli italiani. Vergognatevi e preparate le valigie: gli italiani vi manderanno presto a casa”. Lo ha scritto su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

La leader di Fratelli d’Italia sarà mercoledì 18, alle 15, a un sit-in che si terrà nel viadotto Petrusa di Agrigento. Ad annunciarlo è il portavoce provinciale di Fdi Giuseppe Ciulla. “La visita di Giorgia Meloni – ha affermato – si inquadra in un più vasto contesto per mantenere alta l’attenzione sui disservizi della viabilità agrigentina penalizzata da una politica regionale e nazionale che non è mai riuscita a risolvere i problemi di questa provincia”.(ITALPRESS).