Elezioni Sicilia, pessimista Pino Caruso: “Non nutro molte speranze, chiunque vinca sarà un disastro”

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“In Sicilia si vota, molto bene. Ma io aggiungo che i siciliani resistono a tutto, soprattutto ai miglioramenti. I siciliani subiscono tutto e finiscono col diventare complici di tutte le loro disgrazie”. Parola di un siciliano Doc, l’attore e scrittore Pino Caruso, che nonostante i successi teatrali e letterari, dal suo “esilio” romano continua a vivere sempre in una condizione di nostalgia e di rimpianti, quando si parla dell’Isola.

Una sorta di “sicilitudine”, per dirla con Leonardo Sciascia che parla delle consuetudini, della mentalità e degli atteggiamenti tradizionalmente attribuiti ai siciliani come metafora di una condizione esistenziale universale. Caruso, conosciuto anche al grande pubblico televisivo per la sua vis comica, non riesce a nascondere il suo pessimismo: “Se i politici sono corrotti – spiega – è perché il Paese è corrotto, io per la Sicilia non nutro molte speranze, chiunque vinca sarà un disastro”.

Ma nello stesso tempo lancia un accorato appello ai siciliani invitandoli a votare per il “meno peggio”. “Votate per chi vi pare ma votate, – esorta Caruso – non votare significa fare spazio ai peggiori”.

L’attore palermitano analizza anche quelli che sono i rilievi che spesso vengono mossi alla Sicilia e alla sua autonomia speciale: “Perché la Sicilia ha un numero esorbitante di regionali? Perché è la Regione dei vitalizi, innumerevoli ed ereditari? E perché è la Regione delle assunzioni a chiamata diretta? Non ci sono molte scelte, o te ne vai oppure resti e sei destinato alla frustrazione”.

E indica alcune questioni ancora irrisolte: “Appena dici “facciamo il Ponte”, c’è sempre qualcuno che risponde che ci sono altre priorità. Complimenti. E così non abbiamo mai avuto né il Ponte, né le priorità”.

Poi spiega cosa vuol dire in concreto vivere in una regione periferica come la Sicilia, fortemente penalizzata dal punto di vista dei collegamenti. “Io non prendo l’aereo, e per andare da Roma a Milano in treno impiego poco più di due ore. Per venire a Palermo, invece, sono necessarie 12 ore e non c’è neppure un vagone ristorante o un bar per chiedere una bottiglia d’acqua”.

Ma Caruso non risparmia critiche nemmeno ai siciliani: “Un Paese è come lo fa la gente, e non come lo fa la politica. Sono i siciliani che hanno fatto Crocetta e non viceversa. E ve lo dice uno che è del Pd, con una differenza, che io sono di sinistra e il Pd no…”.(ANSA)