Enna: rabbia e disperazione, protestano i dipendenti dell’ex Provincia. Un gran numero di lavoratori precari, durante un’assemblea, ieri, ha abbandonato i lavori improvvisamente e si è diretto di corsa verso gli uffici provinciali di piazza VI dicembre.

I dipendenti a tempo determinato da oltre 25 anni, stanchi delle promesse mai mantenute ed esasperati perché ormai da due mesi sono senza stipendio e senza lavoro, sono saliti sul tetto dell’edificio inscenando una manifestazione di protesta spontanea che ha subito richiamato l’attenzione di molti cittadini e provocato l’immediato intervento delle forze dell’ordine e di mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. Altri lavoratori dipendenti dell’ex Provincia Regionale di Enna hanno raggiunto i manifestanti e si sono uniti a loro.
I manifestanti ennesi hanno anche ricevuto numerosi messaggi di solidarietà da parte di lavoratori di tutte le ex province siciliane che in questo momento stanno vivendo tutti il dramma di una possibile disoccupazione. Nel tardo pomeriggio di ieri una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto di Enna. I lavoratori sostengono di essere stati traditi sia dalla politica che dalle istituzioni e vogliono assolutamente andare avanti nella lotta, non scenderanno dal tetto finché non avranno ricevuto risposte certe dal Governo Crocetta e dall’Ars.
“La politica muore sui tetti della ex Provincia di Enna, mentre decine e decine di lavoratori precari esasperati, disperati e ormai sul lastrico lanciano il loro grido d’allarme proprio a quella politica che dovrebbe risolvere i problemi dei cittadini. Questa mattina ho incontrato i lavoratori sui tetti testimoniando la mia totale e incondizionata solidarietà e ascoltando il loro grido di dolore, tra malori, pianti di rabbia e disperazione”. Sono le parole del vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino a proposito della protesta dei lavoratori precari della ex Provincia che stanno manifestando da ieri a causa della mancata erogazione degli emolumenti.
“La situazione ormai è diventata assolutamente intollerabile – afferma Venturino – adesso è giunto il momento, improcrastinabile, che il Governo regionale si assuma le proprie. E’ bene che ritorni a prevalere il buon senso su una legge di riforma che avrebbe dovuto costituire una vera svolta sociale, politica ed economica per diversi territori della nostra Isola ed invece si sta rivelando un vero e proprio boomerang soprattutto per le zone interne della Sicilia come Enna e Caltanissetta, che sono state del tutto abbandonate, e per i tanti dipendenti che rischiano andare sul lastrico assieme alle loro famiglie. In tutto questo bailamme, non è accettabile che servizi fondamentali come l’assistenza ai disabili, la manutenzione di scuole e strade siano bloccati”.
“In mancanza di attuazione dell’applicazione della norma regionale la ex Provincia di Enna – spiega Venturino – rischia di non poter chiudere il bilancio, quindi si va verso il dissesto e di conseguenza la messa in mobilità dei lavoratori, prima tappa verso il licenziamento. E’ una situazione che questa politica non può assolutamente né permettere né tollerare. La maggioranza che ha approvato la legge – sostiene Venturino – metta a disposizione subito le somme per poter pagare gli stipendi accertandosi che servano davvero per pagare retribuire i lavoratori stipendi e non per fare altro visto che a tal proposito la norma non è abbastanza chiara”.
“I fondi alle ex Province – conclude Venturino – devono essere erogati non soltanto in base al criterio del numero di abitanti, ma ponderando il fatto che altre province hanno avanzi di amministrazione che consentirebbero di chiudere i bilanci e non hanno personale precario, a differenza di Enna che ha oltre un centinaio di precari con famiglie a carico e, su base nazionale, il reddito medio delle province più basso assieme ad Agrigento”.




