Ennesima violenza in ospedale, dottoressa presa a sprangate al pronto soccorso di Catania

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Ennesimo episodio di violenza nei confronti dei camici bianchi a Catania. “Al Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele di Catania una dottoressa è stata aggredita e presa a sprangate. Non intendiamo restare spettatori inermi nei confronti delle continue e ripetute aggressioni al personale sanitario, chiamato a svolgere il proprio lavoro”, afferma in una nota Antonino Palermo, segretario regionale Anaao Assomed Sicilia.

La segreteria regionale Anaao Assomed esprime la sua solidarietà alla collega, chiedendo l’intervento immediato delle autorità cittadine e regionali per contrastare questo fenomeno.

“Responsabilità strutturali, mancata vigilanza, carenza di organico, mancanza di rispetto nei confronti degli operatori sanitari: poco importano le motivazioni. È inconcepibile – tuona Palermo – che un professionista vada a lavorare e debba rischiare la sua incolumità. È giunto il momento di dire basta. Ben venga – prosegue – la soluzione di un tavolo tecnico regionale recentemente istituito per fronteggiare il problema, ma di certo non lo risolve nell’immediatezza”.

“Oltre alle chiacchiere ed alla propaganda, il ministro Salvini e la ministra Grillo, intendono occuparsi del problema delle aggressioni negli ospedali? Sono continue e ripetute le aggressioni a medici e operatori sanitari impegnati nei pronto soccorso dei presidi ospedalieri presenti lungo tutto il territorio nazionale.  A darne notizia è il senatore Davide Faraone, capogruppo Pd in commissione Sanità a Palazzo Madama, che prosegue ”è ora di arginare questi comportamenti che stanno assumendo dimensioni molto preoccupanti specialmente nelle regioni del Sud”.

”Per questo – continua il parlamentare dem – ho presentato un’interrogazione parlamentare: è arrivato il momento che il Governo si prenda carico dei problemi reali del Paese, siamo stanchi delle chiacchiere e della facile propaganda. Quali interventi promuoveranno la ministra Giulia Grillo e il ministro Matteo Salvini al fine di assicurare adeguata sicurezza al personale medico e sanitario operante nei pronto soccorso? Fino ad oggi -conclude Faraone – iniziative zero”.