Errore nella Finanziaria, Tusa: “Nessuna cancellazione delle Soprintendenze”

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sebastiano tusa

Addio alle soprintendenze ai Beni culturali in Sicilia. Anzi, no. Nella Finanziaria che nei prossimi giorni andrà in aula all’Assemblea regionale siciliana “non è prevista alcuna cancellazione delle Soprintendenze dei Beni culturali”. A dirlo all’Adnkronos è Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare, che dopo avere definito “grave” l’eventuale cancellazione, come risulta scritto nel testo della Finanziaria all’articolo 14 arrivato in Commissione Bilancio, parla di “errore nella compilazione degli articoli e dei commi”.

“Ho parlato con i diretti interessati – spiega Sebastiano Tusa – e mi hanno detto che sono stati invertiti per errore i numeri degli articoli. Si riferivano ai due centri di catalogazione e di restauro che andrebbero unificati”. E aggiunge: “Nella formulazione dei numeri degli articoli c’è stato un errore”, dunque la cancellazione di cui si parla nella finanziaria “Non parla assolutamente delle Soprintendenze di Beni culturali”.

Un refuso all’articolo 14 della legge di stabilità regionale, approvata dal governo di Nello Musumeci, ma che ancora deve essere esaminata dalle commissioni parlamentari prima di arrivare nell’aula dell’Assemblea, stamani ha creato il panico a Palazzo dei Normanni.

Letta la norma, il Pd aveva subito annunciato barricate, col capogruppo Giuseppe Lupo che ha chiamato in ballo l’assessore Vittorio Sgarbi. Il parlamentare dem Antonello Cracolici citando il movimento politico del governatore #Diventeràbellissima aveva ironizzato: “Senza soprintendenze la Sicilia diventeràunfarwest”.

All’ANSA il capo di gabinetto dell’assessorato ai Beni culturali, Sergio Gelardi, chiarisce: “Si tratta solo di un refuso nella scrittura della norma: è stata citata la legge 80 del ’77 anziché la 116 del 1980, due leggi che fanno da riferimento per il settore”.

“Nessuno ha mai pensato di abolire le soprintendenze – aggiunge Gelardi – sarebbe stato eversivo, è stato un errore. Abbiamo già concordato con l’assessore Sgarbi un emendamento per correggere il refuso”. L’intenzione del governo, spiega Gelardi, è quello di intervenire sui centri per il restauro e la catalogazione. (ANSA/Adnkronos)