Evasione fiscale, Angelo Cuva: “Le sanzioni penali non sono uno strumento efficace”

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Riceviamo e pubblichiamo un contributo del professore Angelo Cuva sul dibattito in corso a proposito del contrasto all’evasione fiscale.

Se l’evasione fiscale è una “scelta economica in regime d’incertezza” la strategia di contrastarla con l’inasprimento delle sanzioni penali non può considerarsi risolutiva, presentando anzi delle controindicazioni.

Si deve, in questa ottica, osservare che intervenire sulla qualità e quantità delle sanzioni tributarie non produce risultati significativi se rimane bassa (come è nel nostro Paese) la probabilità che il comportamento evasivo venga accertato.

La via risolutiva è, quindi, quella del potenziamento dell’Amministrazione finanziaria
accompagnata da una significativa riduzione dei costi della compliance (pressione tributaria e adempimenti fiscali) che nel nostro Paese sono particolarmente elevati.

Se il legislatore non decide di muoversi in questa direzione qualsiasi altra misura, comprese le manette agli evasori di cui attualmente si discute, risulterà inefficace e demagogica; anzi, gli interventi ipotizzati potrebbero favorire un ulteriore ingolfamento delle Procure e dei Tribunali, con processi che non verrebbero celebrati, determinando un effetto opposto alle finalità che si vogliono perseguire e, quindi, una ulteriore ipotesi di eterogenesi dei fini nel diritto tributario.

Angelo Cuva, Tesoriere Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi, Docente Diritto Tributario UNIPA