Ex-Fiat di Termini Imerese, nessuna certezza sul futuro, lavoratori in agitazione

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Nubi nere sull’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. Il prossimo 30 settembre per gli operai che lavoravano per la casa automobilistica scade la cassa integrazione e in assenza di novità si ritroveranno sul precipizio dei licenziamenti.

Anche l’ultima ipotesi di rilancio, quella che consegnava alla Blutec, newco di Metec, la mission di una ripartenza del sito, sembra in bilico. La riunione del 14 settembre al ministero dello Sviluppo economico è stata annullata. In quella sede doveva essere comunicata una svolta all’operazione che comunque avrebbe dovuto prevedere l’affiancamento di un socio all’impresa già individuata ma zoppicante e in ritardo sulle scadenze finanziarie e industriali, o addirittura una sua sostituzione.

L’annullamento senza l’indicazione di una data certa mette in allarme tutti, lavoratori diretti, indotto e sindacati. E oggi, alle 16.30, gli operai si riuniscono in assemblea al municipio di Termini, con l’intenzione sin da lunedì di rimettere in moto la macchina della protesta.

La motivazione ufficiale comunicata ai sindacati è l’impossibilità di partecipare manifestata dal ministro che avrebbe dovuto ufficializzare il cambio di passo e di scenario. “Ma ci preoccupa il fatto che non sia stata comunicata la nuova data”, dice il leader della Fiom Cgil regionale Roberto Mastrosimone, “se la motivazione è solo tecnica, dovevano essere in grado di comunicarci un nuovo appuntamento. Non c’è quasi più tempo. La riunione del 14 era fondamentale. A fine mese finisce la cassa integrazione e il rischio è che salti tutto: posti di lavoro e rilancio”.

Lo scenario fosco angoscia soprattutto l’indotto che non percepisce indennità dal primo giugno, “e non sanno se sono stati licenziati o se hanno diritto alla cassa integrazione”, conclude Mastrosimone, “oggi in assemblea ci sono anche loro, ma non ci fermeremo. Non possiamo fermarci”.