Expo, la Regione si tira indietro: stop al programma del Cluster Bio-Mediterraneo

0
23

Stop a tutte le attività in programma nel Cluster Bio-Mediterraneo: con una vera e propria mossa a sorpresa la Sicilia si tira indietro, “congela” il suo ruolo di guida del cluster (che riunisce 11 paesi dell’area) e lancia l’aut aut ai vertici di Expo. Ma sotto la cenere cova uno scontro durissimo tutto interno allo staff del presidente Crocetta.

A firmare la lettera, inviata al commissario di Expo, è stato Dario Cartabellotta, commissario unico del Cluster finito nel mirino per il flop del padiglione, ancora incompleto e deserto a oltre 5 giorni dall’inaugurazione: infiltrazioni di pioggia dal tetto, spazi sporchi, anti estetici, stand non segnalati, un padiglione privo di tutto, persino di connessione internet.

Dopo aver imbracciato (inutilmente) scopa e paletta nel tentativo di arginare l’allagamento del padiglione nel giorno dell’apertura e aver incassato il duro atto d’accusa del governatore Rosario Crocetta e dell’assessore all’agricoltura Nino Caleca su inefficienza e ritardi, e soprattutto dopo la nomina del comitato ispettivo (che di fatto è un commissariamento del suo staff) Cartabellotta ha annunciato il ritiro della Sicilia dalla gestione del Cluster: “Considerato che alla data odierna – scrive – i problemi segnalati a partire dal giorno dell’inaugurazione non consentono la regolare realizzazione del palinsesto, sospendiamo ogni attività dell’area comune sino a quando non ci saranno i necessari atti che garantiscono la sicurezza degli operatori e visitatori”.

Al Cluster, però, le attività proseguono regolarmente come da programma e nessuno ha comunicato un’eventuale sospensione agli operatori e agli ospiti.

Il dietrofront, tuttavia, non sarebbe stato concordato nè con il governatore Crocetta nè con l’assessorato all’Agricoltura e che dunque inasprisce lo scontro che si sta consumando dietro le quinte del caso Cluster. E’ lo stesso Caleca a sconfessare Cartabellotta, spiegando che quella lettera non era stata concordata, ed è la seconda volta nel giro di poche ore. In mattinata, infatti, l’assessore aveva smentito le parole del dirigente (che aveva accolto la notizia del comitato di controllo sottolineando di averlo chiesto lui stesso): “Si tratta di un comitato con funzione prevalentemente ispettiva – ha ribadito Caleca – che Dario Cartabellotta non ha mai chiesto”.

Su un punto, tuttavia, non c’è incertezza: la Regione chiama in causa anche i vertici di Expo e mette in stand-by il pagamento dei 3 milioni di euro investiti per il padiglione: “Non intendo sprecare i soldi pubblici – dice Caleca – finchè i problemi non saranno risolti il versamento non sarà effettuato”.