Fase 2, nelle città torna il traffico auto, ancora limitazioni per la mobilità dei fuorisede

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La fase 2 a Palermo inizia con le strade nuovamente popolate da auto e mezzi pubblici. Uno sb-lockdown, consentiteci il gioco di parole, che diventa plasticamente visibile camminando per le strade principali della città. Le attività autorizzate alla riapertura hanno alzato le saracinesche, ma il tema che anima il dibattito è quello della mobilità.

Con la fase 2, infatti, i fuorisede provenienti da altre regioni possono tornare in Sicilia soltanto per validi motivi. I due voli da Roma Fiumicino per lo scalo Falcone- Borsellino e per quello catanese di Fontanarossa sono rimasti invariati e registrano il tutto esaurito da giorni, mentre permangono le limitazioni ai treni provenienti dal continente.

Alcuni studenti e impiegati hanno intrapreso dal nord e dal centro il viaggio per raggiungere l’isola in automobile partendo la notte scorsa ma rischiano di fermarsi davanti allo stretto di Messina.

Il presidente della Regione Nello Musumeci ha deciso infatti di mantenere i divieti, limitando l’attraversamento sui traghetti solo al personale sanitario e per motivi di comprovata esigenza. In ogni caso chi torna n Sicilia dovrà autodenunciarsi, rispettare la quarantena obbligatoria e al termine sottoporsi anche al tampone.

Oltre a un modello dell’autocertificazione per la fase 2 valido nel territorio nazionale, c’è anche quello valido solo per il territorio della Regione Siciliana, con l’adeguamento alle ordinanze del presidente Musumeci. Tra le novità in Sicilia è stato autorizzato il trasferimento stagionale nelle seconde case anche in Comuni diversi da quello di residenza, a patto che non facciano la spola con la principale abitazione, ma vi rimangano per l’intera stagione.