Ferrandelli e Miccichè quando per vincere tutti hanno bisogno di tutti

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Ferrandelli e Miccichè. Miccichè e Ferrandelli. Siglato l’accordo che porterà le insegne di Forza Italia nella corsa a sindaco di Palermo del giovane candidato “coraggioso” che aveva raccomandato niente simboli con il mio progetto politico. Ed anche quando qualche giorno fa si è registrata la “rottura” sul simbolo Fabrizio, cresciuto politicamente non poco dal 2012 ad oggi, tanto da dichiarare “sono calmo, sereno e impegnato in campagna elettorale. Sto attrezzando da mesi, anzi da anni, la proposta per cambiare la città. Chi è impegnato in questo percorso deve essere sopra le parti e farlo con maturità. Per il resto, leggo la stampa, quello delle alleanze è un terreno che non sto affrontando: sto affrontando un terreno programmatico e progettuale”.

Evitare tensioni, polemiche, vere e proprie rotture, perché, diciamo pure la verità i voti di Forza Italia – pochi o tanti che siano – a Palermo nell’ottica di andarsi a sedere sulla poltrona più alta di Palazzo delle Aquile possono fare solo bene. Le amministrative dell’11 giugno saranno un momento importante sia per Fabrizio Ferrandelli, che cinque anni fa tentò lo sgambetto al Professore Orlando, sia per Gianfranco Miccichè il quale sa di non essere più quello del 61 a zero, ma sa pure che si gioca anche la faccia da commissario di Forza Italia e pro console di Berlusconi in Sicilia. Ferrandelli vuole vincere e per vincere ha sottolineato che serve “una forza alternativa”, quello per cui si sta impegnando, quindi, “serve responsabilità”. Atteggiamento giusto quello di Fabrizio che sa di giocarsi tutto, dopo aver lasciato nell’estate 2015 lo scranno di sala d’Ercole, senza paracadute.

Ma anche Miccichè vuol vincere: brucia ancora quella sconfitta di Massimo Costa nel maggio 2012 bloccato a poco più del 12 per cento delle preferenze. Una sconfitta che nessuno nel centrodestra forse ha ancora digerito. Per questa ragione, anche il sempre presente sulla stampa Angelo Figuccia, unico a fare la vera opposizione quotidiana al Comune di Orlando, dopo la “rottura” dei giorni scorsi e temendo il peggio, si è prodigato a lanciare una nota: “Se Fabrizio Ferrandelli e Forza Italia dovessero arrivare alla rottura definitiva, si correranno due rischi: il candidato sindaco non arriverebbe neanche al ballottaggio e il mio partito subirebbe un forte ridimensionamento”. La paura, anche quella di Angelo Figuccia, e il senso delle sue parole: non si può perdere in partenza pure stavolta. “Questo sarebbe davvero un terribile scenario – ha evidenziato Figuccia – perché in pratica si darebbe all’attuale sindaco la vittoria su un piatto d’argento, o, forse ancora peggio, si arriverebbe al ballottaggio con il Movimento 5 Stelle, la cui vittoria consegnerebbe la città al populismo. E’ tempo che si trovi al più presto un accordo perché, a poche settimane dalle elezioni, è indispensabile dare segnali positivi ai tanti palermitani che non vogliono continuare ad essere governati dall’attuale sindaco né dai seguaci di Grillo”.

Ed ecco arrivare la stretta di mano tra Miccichè e Ferrandelli intorno all’ora di pranzo con la nota del commissario azzurro: “Una mia considerazione sulla difficoltà di intesa relativa al come e con quale simbolo rappresentare Forza Italia nella prossima competizione elettorale palermitana, è stata male interpretata dalla maggior parte dei media locali. La dialettica a volte accesa, non ci impedisce di vedere l’opportunità che abbiamo di dare un nuovo sindaco alla nostra città. Vedevamo e vediamo in Ferrandelli il candidato più competitivo”. Il plenipotenziario di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Miccichè ricuce da politico quale sa essere lo strappo fra gli azzurri e il leader dei Coraggiosi. Con Ferrandelli, dice, “è possibile coniugare diverse esperienze per il bene comune e dare un governo a questa città. Ferrandelli non è il candidato di Forza Italia, è il candidato che anche Forza Italia intende sostenere, rispettando ogni sensibilità proveniente da storie diverse”. Rimane la volontà del partito di non rinunciare al simbolo. “Lo vogliamo sostenere senza camuffarci – sottolinea Miccichè – non abbiamo alcuna voglia di ingannare i palermitani ammucchiando la nostra bandiera come altri sono stati costretti a fare in altre coalizioni”. Dunque, il simbolo di Forza Italia non verrà rinnegato.

“Quella di giugno è una elezione amministrativa e non politica – conclude Miccichè – per questo vogliamo dare una connotazione territoriale al nostro simbolo. Forza Italia Palermo è il modo con il quale vogliamo vincere questa importante competizione a fianco ed a sostegno di Fabrizio Ferrandelli che ha saputo costruire un progetto politico in questi anni per la città e siamo sicuri saprà, in piena autonomia politica attuare il programma che ha elaborato insieme ai cittadini, facendo sintesi delle diverse sensibilità che lo sostengono”. A queste parole, è seguito immediatamente il tweet del “pontiere” Saverio Romano: “Tutti insieme per Ferrandelli. Ciò che ci unisce è infinitamente più grande di ciò che non ci divide. Un plauso a Fabrizio e Gianfranco”. Eccolo il buon democristiano che si è messo in mezzo per far ritornare il sereno a una coalizione dove tutti sanno che hanno bisogno di tutti. Per vincere.

Ed ecco a seguire le parole “affettuose” di Fabrizio Ferrandelli a Miccichè: “Apprezzo le parole di chiarezza di Gianfranco Miccichè. Ho sempre ritenuto di lasciare alla sensibilità dei miei alleati il modo con il quale presentarsi agli elettori, non ho posto veti poiché non sono ipocrita. I palermitani sanno come nasce la mia candidatura e da chi nel tempo è stata sostenuta. Oggi ho ancora di più la consapevolezza che il progetto di governo della città non può che essere accolto da una base elettorale larga e multidentitaria. L’identità di ciascuno non toglie identità ad altri e invece rafforza il progetto e ne determina il successo”. Per vincere tutti hanno bisogno di tutti. Quindi la pace va praticata come messaggio per comunicare agli elettori: se vogliamo vincere non possiamo perdere pezzi, importanti.

Infine, non è mancata nella lunga giornata della pace la pasticca al veleno lanciata su twitter da Carmelo Miceli, segretario provinciale del Partito Democratico di Palermo: “Oggi termina l’avventura civica di Fabrizio Ferrandelli e inizia quella di candidato ufficiale del centrodestra. E’ il trasformismo bellezza”. Ma Miceli avrebbe dovuto specificare di Forza Italia ed ex Udc. Perché c’è una fetta grossa di centrodestra come Fratelli d’Italia e Noi con Salvini che pur riconoscendo le qualità umane di Ferrandelli non si schiererà mai con lui.