Ficarra, sui Nebrodi, ispirò il “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa

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Ficarra

Una recente “scoperta letteraria” ha fatto rinascere e riscoprire un piccolo paese dei Nebrodi, in Sicilia, Ficarra, uno dei luoghi che ispirarono Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore del Gattopardo, di cui il prossimo 11 novembre ricorrono i 60 anni dalla pubblicazione.

La scoperta di questo luogo è raccontata e argomentata nel libro della saggista siciliana Maria Antonietta Ferraloro, “Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo” pubblicato dalla editrice Pacini di Pisa nel 2014 e che ha regalato un nuovo impulso turistico alla località siciliana.

“Nel libro della Ferraloro – spiega una nota della casa editrice – insegnante, fra le più autorevoli studiose di Tomasi di Lampedusa, cui si aggiunge della stessa autrice il più recente ‘L’opera e l’orologio. Saggi sul Gattopardo’, si presenta la fine di una tappa di quella caccia al gattopardo, come Gesualdo Bufalino definì con ironia le ricerche campanilistiche sui luoghi del romanzo di Tomasi”.

Maria Antonietta Ferraloro “ha difatti individuato in Ficarra quel luogo sinora mai identificato dove avvenne il ritrovamento del soldato morto attorno a cui ruota la Parte I del Gattopardo.

Questo luogo riscoperto dalla Ferraloro ha aperto le porte a un fenomeno turistico che, grazie a un’intelligente promozione culturale del Comune, ha segnato nelle ultime stagioni numerose presenze e attività legate alla figura di Tomasi e al suo capolavoro”.

“Tomasi soggiornò davvero a Ficarra, spiega la saggista – perché nella tragica estate del 1943, mentre infuriava la battaglia di Sicilia, dopo la fuga da Palermo, trovò ospitalità assieme ai propri familiari nel comune di Ficarra, sui Nebrodi. I tre mesi che trascorse in quel paese sono stati sistematicamente ignorati o trattati con sufficienza dagli studiosi. La tesi che questo libro espone dimostra, invece, che quel soggiorno costituisce un momento ben identificabile nella biografia del principe e occupa un suo piccolo ma riconoscibilissimo spazio nell’affresco gattopardiano”.