Finalmente Sala d’Ercole approva il ddl collegato con le norme stralciate dalla Finanziaria

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guerra tra udc e fdi

Finalmente l’Assemblea regionale siciliana ha dato il via libera al cosiddetto ddl collegato. La mini finanziaria che contiene alcune delle norme stralciate dalla Finanziaria, approvata da Sala d’Ercole lo scorso 30 aprile e che per due mesi si era arenata fino al rinvio in commissione Bilancio, nei giorni scorsi, per un supplemento di analisi, è passata con 31 voti a favore su 31 votanti.

Dopo l’aut aut del governatore Nello Musumeci, che su Facebook nei giorni scorsi dopo l’ennesimo nulla di fatto sul testo aveva avvertito “Senza riforme tutti a casa”, Gli inquilini di palazzo dei Normanni si sono dati una bella mossa dando l’ok al disegno di legge senza il blocco degli emendamenti aggiuntivi, a eccezione di tre norme che riguardano la Sas, gli ex sportellisti e personale precario dei Comuni in dissesto.

“Provvedimenti che da tutti sono stati considerati di importanza straordinaria”, ha spiegato Miccichè dopo la convocazione dei capigruppo, utile a serrare le fila e superare l’impasse sul blocco degli aggiuntivi. La seduta è stata aggiornata a martedì prossimo alle 15 per il question time.

“Stiamo mantenendo il cronoprogramma che avevamo indicato sin dall’inizio. L’Assemblea ha votato le più importanti proposte del Governo, a partire dalla creazione dell’Istituto regionale per il credito agevolato con la fusione di Crias e Ircac, che era uno dei punti fondamentali dell’avvio della nostra stagione di riforme”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, commentando l’approvazione del testo a Sala d’Ercole. “Si sbloccano i concorsi per le guardie forestali – ha aggiunto Nello Musumeci -, speriamo entro 7-8 mesi di poter avere nelle campagne una presenza consistente di guardie forestali, dovevano essere 1.200 sono ridotte a circa 700, buona parte delle quali impegnate negli uffici interni. E poi sono state approvate disposizioni riguardanti l’assessorato alla Formazione e norme che riguardano alcune realtà territoriali. La coalizione di governo serra le fila ed è compatta anche se non abbiamo, come è risaputo, una maggioranza in Aula. Devo esprimere apprezzamento per la condotta delle opposizioni che sono state anche in questo caso propositive e critiche quando serve, e per la mano ferma del presidente dell’Ars”, ha concluso Nello Musumeci.

“Presenteremo un disegno di legge organico come ha chiesto l’Aula con dovizia di particolari per le prospettive funzionali del nuovo dipartimento e anche occupazionali. Quella del Parlamento mi sembra una richiesta assolutamente ragionevole. Sarà presentato entro 24-48 ore”. Ad annunciarlo è stato il governatore Nello Musumeci, rispondendo ai cronisti, a margine della seduta d’Aula che ha dato il via libera al collegato, a proposito della soppressione dell’Esa, una norma “scomparsa” dalla mini finanziaria.

Nel pomeriggio Miccichè aveva sospeso i lavori convocando la conferenza dei capigruppo. Troppe fibrillazioni in Aula durante la discussione del testo del ddl collegato. Dopo aver votato gli articoli del testo, infatti, il dibattito si è animato sugli emendamenti aggiuntivi con un duro braccio di ferro tra governo e maggioranza da una parte e opposizioni dall’altra. “Le opposizioni non possono essere imbavagliate – ha detto la capogruppo del M5s, Valentina Zafarana-. Si tolgano gli emendamenti aggiuntivi e si chiuda il lavoro sul collegato. Altrimenti abbandoneremo l’Aula e saremo costretti a chiedere il numero legale”. Una richiesta in precedenza avanzata anche dal presidente del gruppo Pd, Giuseppe Lupo. Inutili i tentativi di mediazione del presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, e dello stesso governatore Nello Musumeci, che aveva lanciato un appello all’Aula. “Non ci siano ragioni particolari per le quali questo confronto debba interrompersi – ha detto -, c’è stato finora grande senso di responsabilità da parte delle opposizione, mi auguro che continui a prevalere”. Invito caduto nel vuoto, con Micciché costretto a convocare la capigruppo per serrare le fila. Poi finalmente in serata è arrivato il semaforo verde.