Fiori e lacrime per Tania in via Libertà. I colleghi: “Chiediamo un semaforo da anni”

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(ph. igor petyx) Mazzi di fiori, biglietti, messaggi. E tante, tante persone sull’asfalto di via Libertà, nel punto esatto in cui ieri ha perso la vita Tania Valguarnera, la donna di 29 anni falciata mentre attraversava la strada per andare al lavoro, uccisa da un automobilista fuggito subito dopo e poi arrestato.

A organizzare il sit-in sono stati i colleghi di Tania, dipendenti del call center Almaviva che hanno scelto di scendere in strada non soltanto per dire addio all’amica ma per tornare a chiedere al Comune provvedimenti che rendano più sicuro questo tratto di via Libertà, da tempo indicato come ad alto rischio.

Tra le principali richieste c’è quella dell’istallazione di un semaforo pedonale all’incrocio tra via Libertà e la via Simone Cuccia: lo stesso incrocio al quale Tania Valguarnera stava attraversando ieri mattina per raggiungere l’ufficio di via Cordova. Per sollecitarlo, i colleghi della vittima stanno raccogliendo firme per una petizione da inoltrare al Comune: ma la stessa richiesta era già stata avanzata – e respinta – durante la precedente consiliatura, “bocciata dall’Ufficio Traffico di Palazzo delle Aquile per motivi tecnici”, spiega il presidente dell’ottava Circoscrizione Marco Frasca Polara. Per questo sono al vaglio anche altre proposte, come alcune modifiche ai sensi di marcia delle strade limitrofe e una segnaletica specifica sul limite di velocità, che in via Libertà è di 30 km/h.

Momenti di commozione, durante il sit-in di questa mattina, tra i tanti colleghi di Tania Valguarnera che hanno osservato anche un minuto di silenzio. Poi, per lei, anche un lungo applauso. La ragazza, che seguiva corsi all’Accademia di Belle Arti ed esponeva le sue sculture in molte gallerie palermitane, lavorava nel settore dell’assistenza clienti al call center di Almaviva. Tra poco avrebbe dovuto sposarsi.

Ma non sono mancate anche le manifestazioni di rabbia: sono stati proprio alcuni colleghi del call center a dare l’allarme alla polizia e a dare le prime indicazioni per risalire al furgone bianco dell’investitore. In quel momento, infatti, negli uffici si era verificato un black out e in tanti si erano affacciati alle finestre su via Libertà per capire cosa stesse accadendo. E così hanno assistito alla scena, hanno visto il corpo della collega sull’asfalto e l’automobilista fermarsi pochi metri oltre prima di fuggire a tutta velocità. “Non si può morire così – dicono adesso i colleghi di Tania – quell’uomo deve pagare con una pena esemplare”.