Firmato il contratto dei regionali: aumento medio di 90,30 euro per il triennio 2016-1018

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E’ stato firmato nel pomeriggio all’Aran Sicilia il contratto di lavoro dei 13.800 lavoratori regionali della Sicilia. Era fermo da 10 anni. “Soddisfatti” Cisl e Cisl funzione pubblica siciliane, che hanno sottoscritto per mano dei segretari generali Mimmo Milazzo e Paolo Montera. Aumento medio di 90,30 euro per il triennio 2016-1018, “nella media del rinnovo nazionale”. “I lavoratori attendevano stanchi. Era ora”, è stato il commento dei dirigenti della Cisl.

“E’ stato finalmente firmato il rinnovo contrattuale dei dipendenti regionali. Ci riteniamo soddisfatti per gli obbiettivi raggiunti dopo una faticosa trattativa che concede un miglioramento economico e maggiore respiro ai dipendenti della pubblica amministrazione”. Lo dicono Gianni Borrelli e Luca Crimi della Uil Sicilia, che aggiungono: “Adesso restano da affrontare e risolvere altre problematiche: dagli ispettori del lavoro alla riqualificazione e riclassificazione del personale”.

“Un risultato di importanza straordinaria, se si considera che l’ultimo rinnovo risale a più di dieci anni fa e che per tutti questi anni i lavoratori della pubblica amministrazione regionale hanno lavorato più di un passo indietro rispetto ai loro colleghi del resto d’Italia. La firma del nuovo contratto 2016-2018 è un traguardo fondamentale verso l’efficientamento della macchina regionale e in questo anno, come sindacato, abbiamo messo tutto il nostro impegno per raggiungere l’obiettivo e recuperare il gap temporale nei confronti del resto d’Italia”, dicono Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia, e Mimmo Milazzo, segretario generale della Cisl Sicilia.

“Abbiamo sottoscritto questo contratto perché abbiamo avuto rassicurazioni dalla Regione sul fatto che, come da nostra richiesta – dicono Montera e Fabrizio Lercara, segretario della Cisl Fp Sicilia per i dipendenti regionali – partirà contestualmente alla sottoscrizione la convocazione della commissione paritetica per la riclassificazione del personale. E’ fondamentale che l’Aran venga implementata e continui a funzionare, anche perché non si può più rimandare il rinnovo del contratto della dirigenza regionale”.

E’ previsto già per il 1 febbraio un incontro propedeutico sui lavori della commissione. “Quella che stiamo disegnando – concludono Montera e Milazzo – è un’amministrazione al passo con i tempi. In questo contratto sono già presenti principi importanti che devono però essere sviluppati in modo più dettagliato: dalla digitalizzazione del lavoro alla realizzazione di sedi virtuali all’implementazione dello smart working”.