Formazione professionale: in Sicilia si cambia con i corsi “a catalogo”, avviso da 110 milioni

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Dopo i disastri del governo Crocetta, riparte la formazione professionale in Sicilia: l’Avviso, che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana entro dieci giorni, è finanziato con 110 milioni di euro e riguarderà le persone in cerca di prima occupazione o disoccupate; 5 milioni sono destinati a persone in esecuzione di pena. Potrebbero aggiungersi altri 18 milioni che saranno destinati ai “rimborsi” per gli allievi dei corsi.

Il mondo della formazione professionale siciliana affronta un altro dei suoi momenti di svolta. Qualche anno fa coincise col passaggio del settore nel mare dei Fondi europei. Stavolta, la nuova rivoluzione fa rima con “catalogo”.

L’Avviso è stato presentato a palazzo D’Orleans dall’assessore alla Formazione, Roberto Lagalla. La novità del nuovo corso riguarda soprattutto i criteri di accesso: saranno i corsisti a scegliere l’ente di formazione e il corso a cui partecipare, attraverso la piattaforma informatica dove si incroceranno domanda e offerta. In una prima fase gli enti presenteranno la loro offerta e i loro programmi che confluiranno in un catalogo sulla base del Repertorio regionale delle qualificazioni. L’amministrazione effettuerà solo un’istruttoria delle proposte, verificandone la corretta presentazione e la sussistenza dei requisiti richiesti. Nella fase successiva gli allievi, destinatari della formazione sceglieranno in percorsi formativi a cui partecipare e gli enti accreditati che li propongono. Per ogni corso servirà un numero minimo di 15 partecipanti per potere essere attivato e finanziato.

“Un nuovo approccio – ha spiegato l’assessore regionale Lagalla – che eliminerà alla base la possibilità di ricorsi e contenziosi”. Una formazione professionale ferma ormai da due anni e che non è riuscita a ripartire, anche a causa delle pendenze di fronte ai giudici amministrativi. Ricorsi e polemiche che hanno prima affossato l’Avviso 1 e l’Avviso 3, poi bloccato di fatto anche l’Avviso 8. “Non è l’esito di un lavoro solitario dell’Assessorato alla Pubblica istruzione – ha detto Roberto Lagalla, presentando l’avviso -. Siamo in presenza di un aggiornamento del catalogo, definito anche con il contributo del partenarariato economico e sociale ed abbiamo tratto la base da questo catalogo per identificare le qualifiche tradizionali e le nuove che faranno parte di questo nuovo bando ed al quale si potrà accedere attraverso una piattaforma regionale in modo da da avere da qui ai prossimi mesi un riavvio delle attività formative bloccate da tempo”.

“Ho incontrato associazioni datoriali e sindacati – ha detto Lagalla – e si è stabilito di andare avanti con questo nuovo modello, un catalogo aggiornato anche sulla base delle indicazioni del partneriato economico-sociale”. Resta aperta una questione: chi lavorerà negli enti? Saranno quei dipendenti iscritti all’Albo dei formatori dimenticati da anni dopo i fallimenti e le chiusure degli enti dove lavorano da anni?

“Sulle assunzioni – ha sottolineato Lagalla – chiariremo tutto nel giro di una settimana, dopo l’incontro con sindacati e associazioni datoriali. Per il resto, ovviamente verrà data una corsia preferenziale agli iscritti all’Albo, visto che la legge 24 del 1976 è ancora vigente”. Ovviamente l’obiettivo resta quello di richiamare a lavoro molti degli operatori iscritti all’albo. Ma dipende tutto dai fondi disponibili.

“Il Governo è interessato ai problemi del reinserimento di tutti i lavoratori della Formazione e dei cosiddetti sportellisti”, ha sottolineato l’assessore all’Istruzione e Formazione professionale della Regione siciliana, Roberto Lagalla, “stiamo immaginando – ha aggiunto – la possibilità di interventi ultieriori come la facilitazione o l’allargamento dei vincoli per l’esodo anticipato del personale o della riconversione verso le tecnologie digitali”.

Proprio per questo l’Amministrazione ha predisposto una scheda conoscitiva destinata agli operatori “per confermare o variare la propria posizione all’interno dell’albo, chiedendo quale sia la loro attuale posizione lavorativa. In particolare – ha spiegato l’assessore -, si farà molta attenzione al prelevamento degli operatori da parte degli enti dall’albo dei formatori”.

Il personale da reinserire nel settore della Formazione professionale in Sicilia è di circa 6.500 unità. Lo ha reso noto l’assessore regionale al ramo, Roberto Lagalla, spiegando che di tutto il bacino della formazione, circa 8.500 lavoratori, almeno il 10-12% è uscito fuori dal settore mentre 1.200 sono gli “sportellisti”. “Restano circa 6.500 persone – ha sottolineato Lagalla -, che sono candidabili a rientrare nel settore o ricollocandoli ad altre funzioni di pubblica utilità, sempre all’interno del comparto, o andranno riconvertiti al digitale o accompagnati alla pensione”.