Fotografia, flash mob di Tony Gentile: “Cambiamo legge su diritto d’autore”

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Un flash mob per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di modificare la legge italiana sul diritto d’autore relativo alla fotografia. Raduno stamane sotto il grande murale della Cala di Palermo, che riproduce – davanti al mare della città – il sorriso complice tra Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, immortalato dal fotografo Tony Gentile, testimone con il suo obiettivo di decenni di storia e oggi ispiratore di una battaglia per difendere un mestiere e un’arte, patrimonio di tutti.

“E’ giunto il momento – spiega – di dire da che parte stiamo, è giunto il momento di mettere da parte le invidie, le gelosie di settore, le presunzioni. Per questo attendo di sapere da che parte stanno i photo-editors degli importanti giornali italiani, da che parte stanno i giornalisti e l’ordine dei giornalisti, se stanno dalla parte dei colleghi fotogiornalisti e videogiornalisti o stanno dalla parte degli editori che spesso approfittano delle leggi scritte male”.

L’evento – battezzato “Photographs lives matter. La vita delle fotografie vale” – è un invito a condividere con tutti, sottolinea Tony Gentile, “la bellezza e l’importanza del linguaggio fotografico” e a ricordare tre aspetti importanti alla base di questo mondo: le immagini trovate sul web non sono di tutti, hanno un autore a cui fare riferimento per l’utilizzo.

Le immagini che si trovano in forma “anonima” sul web sono state rese tali da qualcuno che le ha private della corrispondenza con l’autore. Per rispettare le immagini ed i loro creatori, vanno utilizzate solo immagini volontariamente concesse in uso, con licenza Creative Commons o simili.

La categoria delle “semplici fotografie” rispetto alle “opere fotografiche” è anacronistica e quindi da eliminare. La stesura attuale della Legge sul diritto d’autore prevede ancora, per la fotografia, una categoria di “semplici fotografie”, separata dalle immagini creative.

“Questo genera – spiega Gentile – infinite sterili diatribe. Chiediamo che la fotografia sia giudicata sempre con pari dignità: così come la musica è sempre protetta, non c’è il ‘semplice motivetto’; la letteratura è sempre protetta, non c’è il ‘brano insignificante”.

Insomma, incalza, “chiediamo che la discriminazione di legge sulle fotografie venga eliminata. La fotografia è una professione e il lavoro di chi produce immagini (fisse o in movimento) deve essere riconosciuto. La visibilità non è merce di scambio. I professionisti della fotografia vivono del loro lavoro, che va equamente compensato, come tutti i lavori. La promessa di visibilità non può essere utilizzata come merce di scambio, giacché rimanda all’infinito il momento del compenso reale”. (Agi)