Frinchi (Udc): “Il prossimo governatore della nostra area”

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Adriano Frinchi, 34 anni, giovane segretario regionale dell’Udc siciliano, eletto quasi un mese fa nel corso di una “guerra” interna tra partito siciliano e  segreteria nazionale, che non lo ha riconosciuto tale,  per il dopo Crocetta, avverte: “Si parli di programmi e progetti per il futuro della Sicilia. Non escludo che una proposta politica e programmatica possa partire proprio dalla nostra area. Il prossimo candidato abbia chiara in testa l’idea di Piersanti Mattarella di una “Sicilia con le carte in regola”.

Politica siciliana già in fibrillazione in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: amministrative a Palermo, regionali e politiche. Tutto nel 2017. Ed è noto a tutti che l’Udc a livello nazionale, con Pieferdinando Casini defilato che ha rotto con il segretario Lorenzo Cesa, il quale da mesi spinge perché il partito stia nel centrodestra, sia quasi a pezzi ed in cerca di una identità e di alleanze che possano fortificarlo. Area popolare sembra un sogno svanito sul nascere. Quell’accordo con gli alfaniani del Nuovocentrodestra, che avrebbe dovuto portare alla nascita di un nuovo partito moderato, pare una macchina sempre ferma alla partenza. Che poi tanta voglia di partire non ha.

In Sicilia la musica è un po’ diversa con Giampiero D’Alia, grande amico di Casini, candidato in pectore alla presidenza della Regione, saldo al timone di un partito che ha comunque ha perduto tanti pezzi da novanta. A partire dagli uomini di Saverio Romano, che oggi sta con Ala di Verdini, ma che dialoga sempre con l’amico Cesa. E comunque la sensazione è quella che serve assolutamente un nuovo contenitore.

Dopo l’elezione ddel nuovo segretario regionale , i deputati Udc con gli assessori Gianluca Micciché e Giovanni Pistorio e lo stesso Frinchi sono volati a Roma da Cesa, obiettivo celebrare i congressi provinciali e regionali. Venerdì scorso è stato Cesa a ricambiare la visita a Palermo, assieme al senatore Antonio De Poli, vice segretario nazionale,  ed è arrivato il via libera per e celebrare il congresso regionale a settembre. Polemiche, veleni e problemi per quelli provinciali. E così se non arriverà l’ok da Roma per i congressi provinciali ci sono già pronte le firme per le autoconvocazioni sabato 23 e domenica 24 luglio.

Qual è lo stato di salute dell’Udc a livello regionale e nazionale? “Nell’attuale galassia delle aleatorie sigle centriste l’Udc mi sembra l’unica realtà concreta con una storia alle spalle e una presenza reale nei territori – risponde Adriano Frinchi -. In Sicilia nelle ultime elezioni amministrative abbiamo presentato il nostro simbolo e abbiamo ottenuto risultati importanti che confermano il lavoro positivo della nostra classe dirigente. La sensazione diffusa comunque è che adesso serva fare un salto di qualità rispetto alla pur positiva esperienza dell’Udc. Bisogna creare le condizioni per aggregare i moderati intorno ad un progetto politico nuovo e credibile”.

A che punto è lo scontro tra Udc siciliano e Udc nazionale? “Io e l’onorevole Gianluca Miccichè – dice Frinchi – abbiamo presentato dei ricorsi alla Commissione nazionale per le garanzie statutarie contro i provvedimenti adottati dalla segreteria nazionale. Attendiamo le decisioni della commissione perché abbiamo fondati motivi per credere che il commissariamento del Partito in  Sicilia non sia legittimo”.

Venerdì scorso avete incontrato a Palermo il segretario  Lorenzo Cesa cosa vi siete detti? “Abbiamo sostanzialmente proposto al segretario nazionale di uscire da questa situazione ridando, in tempi brevissimi, la parola agli iscritti celebrando i congressi provinciali e quello regionale. Gli oltre tremila iscritti siciliani hanno già firmato l’autoconvocazione dei congressi, mi auguro che a questo punto Roma non abbia nulla da eccepire”.

La frattura tra l’Udc di D’Alia e la parte che fa riferimento a Cantiere popolare di Romano è davvero insanabile? “Io non parlerei di frattura- replica Frinchi -. Nel 2010 c’è stato chi ha lasciato l’Udc per altri percorsi politici. A distanza di 6 anni mi pare che i percorsi di questi amici continuino ad essere sempre altri e anche difficili da decifrare”.

E’ vero che il segretario Cesa vorrebbe far in modo che Romano ritornasse a guidare il partito nell’Isola? E’ una ipotesi che potrebbe trovare concretezza? “Mi rifiuto di pensare che qualcuno, a Roma o altrove, possa pensare o avvallare operazioni che non esiterei a definire di pirateria politica”, risponde diplomaticamente Frinchi.

Siamo a un anno dalle elezioni regionali, qual è il giudizio sul governo Crocetta? “A distanza di tre anni dall’elezione di Crocetta – afferma Frinchi – non siamo soddisfatti dei risultati raggiunti perché si è perso molto tempo e si sono commessi alcuni errori gravi sopratutto nei primi due anni di legislatura. La nascita dell’ultimo governo politico ha segnato obiettivamente una svolta positiva anche se tardiva. Abbiamo definito un primo accordo con lo Stato sulla certezza dei reciproci rapporti finanziari regolati dallo Statuto, abbiamo dato vita alle tre città metropolitane di Messina, Catania e Palermo e ai liberi consorzi gettando il seme di una più ampia riforma amministrativa – che dovrà nel tempo rendere più efficiente e trasparente la pubblica amministrazione siciliana -, abbiamo definitivamente chiuso con lo scandaloso sistema della formazione siciliana. Abbiamo compiuto importanti e radicali passi avanti nel risanamento del bilancio della regione che ci restituisce credibilità e competitività a livello nazionale e europeo. Certo – prosegue – tutto questo lo avremmo potuto fare prima ma si è perso troppo tempo per colpa di insensati protagonismi, di infinite dispute interne alla coalizione e soprattutto alla deprecabile pratica della transumanza politica. Per noi comunque i prossimi mesi saranno determinanti per decidere se proseguire insieme o meno.

E se domani si tornasse a votare  l’Udc in Sicilia con chi si schiererebbe? “A noi piacerebbe ragionare di programmi e progetti per il futuro della Sicilia più che di schieramenti, ma purtroppo in giro non ne sento un gran parlare. Allo stato dell’arte mi pare che non ci siano novità rilevanti da parte del Pd e che sull’altro fronte pezzi di centrodestra siano impegnati in una improbabile ‘operazione nostalgia’ di cui francamente non si sentiva il bisogno. Non escludo però che a questo punto una proposta politica e programmatica possa partire proprio dalla nostra area”.

Quale deve essere il profilo del vostro candidato alla presidenza della Regione? “I profili danno sempre adito ad aspirazioni o vanità preferisco perciò immaginare un candidato che abbia chiara in testa l’idea di Piersanti Mattarella di una “Sicilia con le carte in regola”. Carte in regola a cominciare proprio dal presidente della Regione”, conclude Frinchi.