Tennis, incontri truccati: indagati per frode Cecchinato e Accardi

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La polizia di Stato, su disposizione della Procura della Repubblica di Palermo ha dato esecuzione a diversi decreti di perquisizione locale, informatica e di sequestro, “con contestuale informazione di garanzia”, a carico di diversi soggetti, indagati per il reato di frode sportiva relativa ad incontri tennistici disputati in Italia e all’estero.

I provvedimenti di perquisizione effettuati dagli investigatori della Squadra Mobile di Palermo, diretta da Rodolfo Ruperti, interessano le città di Palermo, Milano, Firenze e Prato, dove gli agenti palermitani sono coadiuvati da personale delle Squadre Mobili locali. Tra gli indagati figurano alcuni tennisti palermitani.

Le indagini, condotte dalla Sezione Anticorruzione della squadra mobile di Palermo, sono coordinate dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca e dai Sostituti Procuratori della Repubblica di Palermo, Dario Scaletta e Francesca Dessì.

Secondo gli inquirenti ci sarebbero stati dei flussi anomali di scommesse in occasione di vari tornei, tra i quali quello di Mohammedia di ottobre scorso in Marocco, disputato da Marco Cecchinato contro un giocatore polacco. Da qui l’analisi si sarebbe allargata agli incontri inseriti nei tornei di Russia e Polonia. Un giro che si sospetta milionario.

Tra gli indagati lo stesso tennista palermitano 24enne e il collega Riccardo Accardi. Lo scorso 14 dicembre era stato accolto il ricorso di Cecchinato che era stato squalificato dalla Federtennis, ottenendo il via libera a tornare in campo. Dopo la sessione di udienze a Sezione Unite del Collegio di Garanzia Coni, ultimo grado della giustizia sportiva, era stata infatti decretata l’estinzione del procedimento disciplinare a carico del tennista siciliano. La Corte d’Appello Federale della Fit il 29 ottobre aveva gia’ ridotto da 18 a 12 mesi la squalifica inflittagli, dimezzando la sanzione pecuniaria da 40.000 euro a 20.000 euro.

Secondo la sentenza di secondo grado Cecchinato aveva violato l’articolo 1 relativo ai doveri di lealta’, probita’ e correttezza, ma era stato scagionato dall’accusa di illecito sportivo (articolo 10 del Regolamento di Giustizia). In primo grado il Tribunale aveva infatti condannato Cecchinato per aver alterato, al fine di ottenere guadagni illeciti, alcuni match. Adesso il nuovo filone di indagini che sta interessando anche diverse citta’ italiane.