Fumata nera all’Ars per i presidenti delle commissioni: ogni decisione rimandata a martedì 2 dicembre

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Nessuna elezione dei presidenti delle Commissioni parlamentari: tutto rimandato a martedì 2 dicembre. Non è stato trovato un accordo complessivo tra le forze politiche ed in particolare nella maggioranza. I sessanta parlamentari, oggi, in Aula, hanno soltanto votato i nomi presentati da ogni forza politica e compresi nelle singole commissioni, secondo il riparto dei seggi.

Via libera, dunque, all’unanimità soltanto alla nuova composizione delle commissioni di Palazzo dei Normanni. L’insediamento delle commissioni, come annunciato in aula dal presidente Giovanni Ardizzone, è previsto per martedì prossimo 2 dicembre alle ore 16. Subito dopo si procederà all’elezione dell’ufficio di presidenza delle singole commissioni. Sempre martedì, o al massimo mercoledì, si riunirà la conferenza dei capigruppo. “Sempre martedì prossimo – dice ancora Ardizzone – si procederà alla Commissione speciale Statuto”.

Nel corso dei lavori è intervenuto anche il deputato grillino Giorgio Ciaccio che ha chiesto che i vertici delle Commissioni si votassero oggi. Richiesta che è rimasta tale.

“L’intervento dell’onorevole-cittadino Giorgio Ciaccio lascia basiti perche’ mentre da un lato giudica questa maggioranza schizofrenica dall’altro pare che l’attacco di schizofrenia abbia colpito proprio lui. Spieghino meglio Ciaccio e i Cinque stelle cosa vuol dire andare oggi alla elezione dei organismi di presidenza delle commissioni e poi martedi’ presentare la mozione di sfiducia”. Lo afferma in una nota il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino. “Il Movimento 5 Stelle – aggiunge – avrebbe dovuto presentare oggi stesso la mozione di sfiducia a meno che e’ lecito pensare che i suoi deputati non aspirino alla riconferma di qualche presidenza, magari con un accordo-inciucio che sui social non circola e dove, invece, fa piu’ effetto la demagogia dell’onorevole Stefano Zito che su Facebook parla di ‘gente che muore di fame e di politici che si scannano per le poltrone’. Siamo sicuri che anche loro non puntino a conservarle queste poltrone?”, conclude Venturino.