Gela a lutto piange Maria Sofia e Gaia, il procuratore: “Morte per asfissia”

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Gela: il duplice delitto di Maria Sofia, 9 anni,  e di Gaia, 7 anni, sarebbe avvenuto, secondo il medico legale, tra le 9 e le 12,30 di martedì, per “asfissia meccanica violenta”. Viene escluso, al momento, il ricorso alla candeggina come arma di morte. Secondo gli inquirenti, Giuseppa Savatta, 41 anni, ha strangolato le figlie e poi ha tentato di suicidarsi.

A tre giorni dalla tragedia di Gela, delle due sorelline uccise dalla madre, il procuratore capo, Fernando Asaro, ha fatto il punto delle indagini in una conferenza stampa alla presenza del comandante provinciale, Gerardo Petitto, del comandante del Reparto Territoriale di Gela Antonio De Rosa e del tenente Francesco Ferrante.

Il padre delle vittime, Vincenzo Trainito, che si trovava fuori casa per lavoro, è rientrato mezz’ora prima del previsto, alle 13, con la spesa in mano, ed ha trovato le bambine ancora in pigiama, distese a terra, senza vita. Il suo grido di sgomento e di orrore ha richiamato i vicini che hanno dato l’allarme alle forze dell’ordine e al 118, mentre l’uomo cercava di salvare la moglie che stava tentando di ammazzarsi, in bagno, impiccandosi con il tubo della doccia attorno al collo. Ancora poco chiaro il movente del duplice delitto. Asaro ha parlato di “gesto imprevedibile” dicendo che i due coniugi avevano discusso a lungo di una possibile separazione, in maniera civile, senza che nulla lasciasse presagire una svolta così drammatica alla vicenda. “I genitori di Maria Sofia e Gaia – ha aggiunto il procuratore – da mesi avevano concordato di separarsi”.

Il referto medico sulla madre omicida di Gela ha evidenziato la presenza di numerose escoriazioni sul corpo e sul viso. “I segni sarebbero stati causati dalle bambine – hanno spiegato gli inquirenti – nel disperato e inutile tentativo di sottrarsi allo strangolamento”.

Giuseppa Savatta sarà trasferita in una struttura carceraria psichiatrica. Lo ha deciso il Gip del tribunale Lirio Conti, dopo averne convalidato l’arresto. Consulenze e perizie psichiatriche stabiliranno le reali condizioni mentali della donna, ancora ricoverata in ospedale, nei cui confronti il gip Lirio Conti ha convalidato l’arresto per duplice omicidio aggravato dalla discendenza. Secondo il procuratore Fernando Asaro “il suo profilo è da valutare dal punto di vista psichiatrico. Non ci sono elementi per poter stabilire perché l’ha fatto. Da mesi la coppia parlava di un’eventuale separazione ma non possiamo al momento stabilire che sia stata questa la causa che ha provocato nella donna la furia omicida. Non siamo in grado di dichiarare che da parte dell’indagata ci sia stato un ravvedimento. Ha dato una spiegazione compatibile con il suo stato”. I risultati dell’autopsia sulle due bambine si conoscerà fra 60 giorni.

Intanto ieri pomeriggio,  si sono svolti i funerali di Maria Sofia e Gaia Trainito. Chiesa gremita da centinaia di persone che hanno partecipato alle esequie celebrate dl vescovo di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana. In prima fila, distrutti dal dolore, il padre delle bimbe, Vincenzo Trainito, ingegnere e docente di matematica, e i parenti più stretti. Presenti anche il sindaco Domenico Messinese, assessori e consiglieri comunali.

Il vescovo ha detto che “nessuno riesce a dare un senso a quel che è accaduto e al sangue innocente versato”, invitando ad accogliere le anime pure delle due sorelline “come al nome di innocente, Gesù bambino fu accolto nel tempio da Simeone”. Poi ha predicato il perdono e invitato a “consolare, sostenere, aiutare, pregare non solo per il papà e i parenti ma anche per la mamma”, che è rimasta piantonata in stato di arresto nel suo letto dell’ospedale “Vittorio Emanuele”.

Struggenti, al termine della messa, i messaggi di una cugina, delle maestre Loredana, le cui parole sono state bloccate dalle lacrime, Paola e Daniela e dei compagni di scuola delle due bambine. Particolare attenzione è stata rivolta alla più grande, Sofia, e ai suoi sogni di possedere un cucciolo di cane e di diventare, da grande, una insegnante di matematica. Poi il saluto finale: “Addio Sofia, prendi per mano Gaia e portala in paradiso, sarete i nostri angeli: gli angeli della scuola suor Teresa Valsè”. Le sorelline saranno tumulate nel cimitero monumentale di Caposoprano. Attorno ai feretri bianchi moltissime rose, pure bianche. Gela a lutto piange Maria Sofia e Gaia, sarà difficile dimenticare il sacrificio di due bambine vittime senza un perché. (in collaborazione con Italpress)