Gettò la neonata nel cassonetto: dopo 5 mesi arrestata la madre

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A novembre aveva gettato la sua bimba appena data alla luce in un cassonetto dei rifiuti nella zona di via Uditore a Palermo, e la neonata non era sopravvissuta nonostante i tentativi di salvarla da parte dei medici dell’ospedale. Adesso, a distanza di cinque mesi, la madre finisce in carcere per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

L’arresto, eseguito dai carabinieri (che hanno prelevato la donna per condurla al carcere dei Pagliarelli) è stato disposto dal Gip Ettorina Contino che ha di fatto accolto la richiesta della Procura, sostenendo il rischio di reiterazione del reato. Secondo il Gip, cioè, la madre potrebbe commettere atti violenti anche nei confronti degli altri due figli nonostante il Tribunale dei Minorenni l’abbia sospesa dalla potestà genitoriale e lei possa vederli solo in luoghi protetti.

La vicenda risale al novembre scorso, quando un mendicante che rovistava fra i cassonetti della zona notò un borsone con dentro la neonata. L’uomo si spaventò ma diede comunque l’allarme, consentendo una corsa disperata in ambulanza fino all’ospedale dei Bambini dove però la piccola morì.

Una volta identificata (perché a sua volta medicata in ospedale per mia emorragia)  la madre, residente in Friuli con il marito e gli altri due figli, aveva confessato di essere venuta a Palermo dai suoi parenti per partorire all’insaputa di tutti, e di aver fatto tutto da sola in preda al panico e ritenendo che la bimba fosse nata morta.

Una versione che invece la Procura smentisce, sostenendo che la donna abbia agito lucidamente e abbia deliberatamente ucciso la bimba: a sostegno di questa tesi ci sarebbero l’alterazione del test di gravidanza da parte della donna e la stessa scelta di nascondere a tutti la gravidanza. Sbarazzarsi della bambina sarebbe stata dunque, a quel punto, un’azione premeditata.

Il legale della donna ha già annunciato ricorso al Tribunale del Riesame.